Emmanuel Macron ha tenuto un discorso dichiaratamente anti-Trump, di fronte al Congresso americano, registrando circa cinquanta applausi e ben 19 standing ovation da parte di deputati e senatori, poco meno del record detenuto dal premier israeliano Benyamin Netanyahou nel 2015.

L’intervento del Presidente della Repubblica francese è sia un appello a lavorare insieme, che una sfida a Trump affinché “esca dal tunnel dell'America First”. Macron esordisce ricordando la "special relationship" tra Usa e Francia, ponendo l’accento sui comuni valori e sulla storia dei due Paesi, dichiarando che esistono «due possibilità: possiamo scegliere la tentazione dell' isolazionismo e le illusioni del nazionalismo come rimedio temporaneo alle nostre paure ma chiudere la porta al mondo non fermerà la sua evoluzione».

Per lui invece la risposta è reinventare un "multilateralismo forte" con l'Onu ma anche gli Usa, per contribuire al nuovo ordine mondiale del XXI secolo. Macron ha proseguito attaccando la forte deregulation e le guerre commerciali contro gli alleati, "che distruggeranno posti di lavoro, aumenteranno i prezzi e faranno pagare i costi alla middle class". Meglio promuovere "gli scambi liberi ed equi", "correggere le iniquità della globalizzazione" e "risolvere le dispute commerciali al Wto". Anche per quanto riguarda la difesa dell'ambiente ha mostrato  una visione distaccata rispetto alle politiche di Trump. Secondo Macron: «non esiste un pianeta B, lavoriamo insieme per rendere il nostro pianeta di nuovo grande», ha esortato.

Il Presidente francese invita inoltre a collaborare anche per combattere il fenomeno delle fake news e proteggere la privacy dei cittadini dopo lo scandalo di Facebook. Infine tocca al capitolo Iran. L'accordo sul nucleare va mantenuto  in linea con Mosca,Teheran e Bruxelles. Ma bisogna cominciare a lavorare su un accordo "più ampio" che affronti le "legittime preoccupazioni" degli Usa e degli alleati nella regione, comprese le capacità nucleari dopo il 2025, il programma balistico e l'influenza destabilizzante nella regione, dalla Siria allo Yemen. «L'Iran non dovrà mai avere armi nucleari, ma questa politica non deve portare a nuove guerre in Medio oriente, dobbiamo garantire la sovranità degli stati, compresa quella dell'Iran, che e' una grande civilita», ha concluso. Trump, che si era detto "ansioso di vedere il presidente francese Macron al Congresso", non ha ancora rilasciato dichiarazioni.