Il mondo assiste attonito alle tragedie che si stanno consumando in Siria, dove infuria la guerra civile fra il regime di Assad e i ribelli. Il dittatore siriano, sostenuto dalle forze russe di Vladimir Putin, è stato accusato dai suoi avversari di aver usato armi chimiche su civili e bambini. Le immagini che giungono dalla regione, infatti, ci raccontano di morti tragiche dopo aver inalato il sarin, un gas che porta al decesso per soffocazione. Nonostante rilevanti sacche di opinione pubblica si attestino su diverse posizioni, che contestano l’effettività dell’utilizzo di questa tipologia di armi, anche Donald Trump ha deciso di non indugiare e di schierarsi contro queste pratiche. Il presidente degli Stati Uniti, quantunque più volte accusato di favorire Putin e i suoi alleati, ha infatti annunciato ieri che prenderà già nelle prossime ore una decisione, definita già «una forte risposta all’atto barbarico».

La città è quella di Douma, i morti sono almeno 60 e circa 1000 i feriti. Il mondo occidentale decide di non assistere passivamente a tale dramma, una linea telefonica si attiva fra Washington e Parigi: Donald Trump e il presidente francese Emmanuel Macron si sono sentiti e, stando alle parole della nota che proviene dal governo americano, «i due leader hanno concordato di coordinare una forte, comune risposta». Una coalizione non nuova contro le presunte illegittimità del regime siriano, e che adesso potrebbe farsi più decisiva dal momento che è lo stesso Trump a dire che ogni ipotesi è al vaglio,attacco militare compreso. Potrebbe probabilmente ripetersi l’episodio accaduto il 7 aprile dell’anno scorso, quando 59 missili Tomohwak americani colpirono un aeroporto siriano. Anche quella volta la reazione era dovuta ad un attacco con il sarin. Il Tycoon parla chiaro: «È stata un’azione atroce, orribile. Qui stiamo parlando di umanità, non possiamo permettere che accadano queste cose. Stiamo studiando la situazione in modo molto accurato. Sapete che la zona è circondata e quindi è difficile raccogliere elementi. Se dicono di essere innocenti, perché hanno chiuso l’area? Vedremo di chi sono le responsabilità, se della Russia, della Siria, dell’Iran o di tutte e tre insieme. Lo scopriremo presto e la nostra reazione sarà rapida».

Trump si dice dubbioso sulle responsabilità di Vladimir Putin sulla questione, ma certo che il sarin sia stato usato e che a brandirlo sia stato Assad. Da questa certezza nasce la collaborazione con la Francia di Macron, i cui passi potrebbero essere presto seguiti dal Regno Unito di Theresa May. Chi è già pronto ad attaccare, invece, è l’Israele di Benjamin Netanyahu, già accusato di aver bombardato una base aerea siriana. Notizia, peraltro, non smentita né confermata dal presidente israeliano. 

La situazione si è scaldata anche presso la riunione di urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dove l’ambasciatore russo Vassily Nebenzia ha totalmente negato che Assad abbia utilizzato armi chimiche, accusando Stati Uniti, Francia e Regno Unito di aver dato vita a una campagna contro Russia e Siria: «State usando toni offensivi che vanno ben oltre quelli della Guerra Fredda. – continua l’ambasciatore di Mosca - Non vi rendete conto fino a che livello di rischio state spingendo la situazione internazionale. Noi non vi chiediamo niente, noi non vogliamo essere vostri amici. Vogliamo solo delle relazioni civili, che voi disprezzate». Inequivocabili le parole di replica dell’ambasciatrice statunitense Nikky Haley: «In Siria la Russia sostiene un mostro. Ma l’ostruzionismo russo non impedirà agli Stati Uniti di rispondere».