Questa mattina un uomo di 58 anni, di cittadinanza egiziana e naturalizzato italiano a seguito di un matrimonio con una italiana, è stato arrestato. La Digos e la Guardia di Finanza hanno condotto l’operazione sotto la guida della DDA di Bari.

L’uomo, 58 anni, è stato fermato a Foggia con l’accusa di essere affiliato all’Isis. A seguito dell’arresto è stata ispezionata la sede di un’associazione culturale presso il capoluogo pugliese, “Al Dawa”, di cui il sospetto era presidente. A carico dell’egiziano, che si occupava di tenere lezioni per bambini presso il citato centro islamico, ci sarebbero delle pubblicazioni sul web e precisi riscontri degli inquirenti. I conti correnti e la sede dell’associazione sono stati sottoposti a sequestro preventivo urgente.

Un risultato, quello ottenuto dalle forze dell’ordine, che arriva dopo un weekend caldissimo nella Capitale. Solo sabato diversi organi di stampa avevano reso pubblica una segnalazione, giunta all’ambasciata tunisina e rigirata alle nostre forze armate, secondo la quale un uomo era ricercato perché intenzionato a mettere in atto un grave attentato proprio a Roma. Domenica poi una telefonata anonima alla redazione del quotidiano “Il Messaggero” aveva allertato la polizia circa una bomba che sarebbe esplosa nella sede della Rinascente: nel dubbio erano stati evacuati entrambi gli edifici, sia quello di via del Tritone che quello di Piazza Fiume. Gli episodi, che avevano instillato il panico nella popolazione romana, nascevano a seguito di un rafforzamento del dispiegamento di forze di polizia sul territorio capitolino, giustificato tuttavia dal semplice avvicinarsi delle festività pasquali. L’allerta sale, insomma, ma solo per “routine”.