Prima pagina

 

Manovra, il governo promette: soldi a chi cura i malati a casa

 

L’antitrust boccia la tassa Airbnb: danneggia i consumatori

 

Gallitelli, il generale divide il centrodestra

 

Politica

 

Berlusconi – scrive Marco Galluzzo sul Corsera – frena su Gallitelli dopo le dichiarazioni di Salvini («non ne sapevo nulla») «ma con questo bisogno di sicurezza ho pensato a lui».

 

Nelle stesse pagine, scende in campo Fiorenza Sarzanini per tessere gli elogi di un generale dalla carriera immacolata che pare non essersi indispettito per la dinamica Berlusconi-Salvini ma che sia anzi «lusingato».

 

Carmelo Lopapa su Repubblica introduce un altro tema. Dopo aver sottolineato che Salvini ha reagito come da copione, con un riflesso quasi pavloviano (diciamo noi) all’indicazione di Gallitelli, il giornalista osserva che Del Sette è in scadenza. Chi guiderà l’Arma? La scelta al momento è tra Giovanni Nistri – gradito a Franceschini e Renzi – e Vincenzo Coppola, vice di Del Sette, e preferito come soluzione più morbida. L’accelerazione nel cambio – pare che Gentiloni voglia procedere prima di Natale – consentirà a Del Sette di promuovere i cinque generali a lui sottoposti?

 

Paola Sacchi sul Dubbio rievoca la logica dei nomi spesi che accompagna non da oggi il Cav il quale - come se sfogliasse i petali di un fiore - si esercita nell'indicazione di nomi validi in attesa di quello giusto. Il suo?

 

Anche Barbara Fiammeri sul Sole osserva il caso Gallitelli e il suo effetto immediato: dividere la Lega. A fronte di un Salvini spiazzato, infatti, c’è un Maroni che plaude.

 

Sul Giornale, Anna Maria Greco si concentra su un dato demoscopico. Secondo Tecnè, Forza Italia vola al 17,5% mentre la Lega arretra al 14,8%. Anche Emg segnala l’avanzamento degli azzurri rispetto ai leghisti. In generale la coalizione di centrodestra è data largamente prima, rispetto a Pd (secondo) e Movimento Cinque Stelle (per ora terzo). Secondo Tecnè, Articolo Uno e Sinistra italiani sarebbero al 7%.

 

Per i mali della sinistra, Massimo Recalcati su Repubblica suggerisce la lettura di un classico dimenticato: Filippo Turati. Pezzo da leggere.

 

Assolutamente da leggere e rileggere l’intervista a Sabino Cassese pubblicata dal Foglio in cui si spiega che «Internet non è la nuova agorà».

 

Altrettanto interessante – a proposito di fake news – l’editoriale di Marco Gervasoni sul Messaggero.

 

Cronaca

 

Dramma di una barista di 22 anni di Porto Torres che si suicida per un video hard. Pare che gli amici la ricattassero. Ne scrive Aime sul Messaggero.

 

Francesco Del Vigo in prima pagina sul Giornale firma il suo elogio delle metropoli e lo fa dopo l’ennesima classifica sulla qualità della vita. Insomma, a Belluno si vivrà pure bene ma che palle!

 

Ostia, la Raggi chiede l’esercito (sì, purtroppo avete letto bene) mentre Gabrielli punta  a rafforzare e qualificare le forze dell’ordine impegnate a smantellare i clan. Ne scrivono sul messaggero Sara Menafra e Raffaella Troili.

 

Esteri

 

Sul Corsera si legge qualcosa che è atteso da tempo: Moscovici lancia la candidatura di Padoan all’Eurogruppo. La partita è delicata e mira ad affidare la regia dei ministri economici dell’area euro tra Parigi e l’Italia. Il pezzo di Lorenzo Salvia serve a comprendere bene tutte le pedine e i giocatori in campo.

 

Il Fatto Quotidiano osserva pungente: «Il Papa in Birmania vede il generale della pulizia etnica contro la minoranza Rohingya, ma non la nomina. Anche lui contagiato dalla realpolitik?».

 

Alberto Negri sul Sole si occupa della «filiera africana». Il viaggio di Gentiloni nel “Continente nero” dimostra che l’Italia ha finalmente riscoperto l’Africa. Il giornale della Confindustria mette subito in luce, con malizia, che il tour del premier sia «a tutto gas» perché promosso da Eni. E anche se fosse? Anzi, meglio sapere che andiamo per qualcosa di concreto.

 

Avvenire rilancia in prima pagina una notizia firmata Nello Scavo: «In Libia gli accordi sono già saltati, ripartono i barconi. E il caso schiavi finisce al Consiglio di sicurezza Onu».

 

Sempre sul quotidiano Cei una statistica dolorosa: «il Messico senza pace, quattro uccisi ogni ora. I Narcos – sottolinea Lucia Capuzzi – sono scatenati».

 

Giuseppe Sarcina sul Corsera ci informa di qualcosa di molto importante. La rivista Time, pezzo pregiato dell’editoria liberal americana, vede l’ingresso in forze nel capitale da parte dei fratelli Koch, ricchi petrolieri del Kansas che sono: molto attivi in politica, grandi finanziatori dei Repubblicani, in campagna elettorale per nulla sostenitori di Trump.

 

Inutile dire che, su Repubblica, Federico Rampini è allarmatissimo per «la voce della destra ancora più forte». Ma dico, vorrete mica sottovalutare il «colpo di una delle più ricche dinastie d’America»? Questi Koch sono – udite, udite - «negazionisti sull’ambiente e paladini del Tea Party e vogliono guidare la riscossa dei conservatori». Potete capire il povero Rampini, probabilmente a casa con la febbre alta.

 

Il principe Harry e Meghan fidanzati. Ne scrive Marconi sul Messaggero.

 

Giustizia

 

Sul Sole, Giovanni Negri mette in evidenza lo scontro sull’emendamento che prevedeva il rito sommario per tutti i processi del giudice unico. Boschi frena Orlando e a seguito del no di Anm e avvocati, il governo fa marcia indietro. Salta così la corsia preferenziale per 1,8 milioni di cause civili.