Carlo Tavecchio ha rassegnato le dimissioni da presidente della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) durante il consiglio federale di questa mattina. L’ex presidente ha chiesto anche le dimissioni dei consiglieri federali: se dovessero dimettersi, la Federazione sarebbe commissariata, altrimenti la Federcalcio sarà gestita dal suo vicepresidente, Cosimo Sibilia, fino alle prossime elezioni.

Inizialmente Tavecchio aveva più volte ribadito (prima nel consiglio federale di mercoledì scorso, poi in un’intervista a “Le Iene”, andata in onda ieri sera) di non avere intenzione di presentare le proprie dimissioni, richieste da molti tra gli addetti ai lavori dopo la mancata qualificazione della Nazionale italiana ai mondiali di Russia 2018.

La situazione è cambiata però negli ultimi giorni e Tavecchio, prendendo atto della mancanza del consenso all’interno del consiglio federale, ha deciso di rinunciare alla sua carica.

Nella conferenza stampa di congedo, Tavecchio ha spiegato che le sue dimissioni non sono arrivate in seguito ai risultati sportivi deludenti della nazionale, ma per motivazioni politiche. L’ex presidente ha colto l’occasione per rivendicare quelli che secondo lui sono i successi dei tre anni di presidenza: «Secondo voi le 4 squadre in Champions sono venute perché Tavecchio ha la giacca blu o perché abbiamo cambiato gli equilibri europei? Uva è vicepresidente Uefa perché è bello? La Christillin è nel Consiglio Fifa grazie agli gnomi dietro la scrivania? […] Volevo la Var dal 2014, sono stato il primo a chiamare Blatter».

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Tavecchio ha anche confermato quanto rivelato dal presidente del Coni Giovanni Malagò, intervistato a “Che tempo che fa” da Fabio Fazio: «Ieri sera Malagò ha detto che il c.t. lo ha scelto Lippi dopo un'analisi di quattro soggetti. Io non l'ho mai detto, perché le riunioni private non le porto in pubblico: ora lo sapete che Ventura non lo ha scelto Tavecchio. Tavecchio paga per Ventura».