Si è votato ieri, domenica 22 ottobre, in Lombardia e Veneto per i due referendum sull’autonomia. Il sì ha vinto in entrambe le regioni: in Veneto, dove era presente un quorum del 50%, hanno votato il 57,2% degli aventi diritto, di cui il 98,1% ha a favore, mentre in Lombardia, dove non c'era alcun quorum, l'affluenza è stata del 38,25%, dei quali il 95,29% ha votato sì. 

I referendum erano consultivi, quindi non vincolanti né per le regioni, né per il governo, ma assegnano una rilevante forza politica a Lombardia e Veneto nella procedura, prevista dall'art. 116 della Costituzione, per ottenere maggiore autonomia.

Il Veneto ha speso 14 milioni di euro per organizzare il voto, la Lombardia ne ha spesi circa 50, soprattutto per l'acquisto di 24mila tablet, utilizzati per il voto elettronico. Il meccanismo che avrebbe dovuto velocizzare le procedure di voto si è rivelato deludente: si sono verificati, infatti, una serie intoppi in alcuni seggi, dove non era presente personale specializzato per sistemare i macchinari non funzionanti, e le operazioni di conteggio sono state così lente che i risultati ufficiali del voto in Lombardia sono arrivati dopo quelli del Veneto.

Sia il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, che il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, hanno annunciato che le giunte regionali faranno partire al più presto la procedura per iniziare la trattativa con il governo italiano. Al centro dei negoziati, la potestà legislativa sulle materie concorrenti elencate nel terzo comma dell'art. 117 della Costituzione e su tre materie indicate nel secondo comma del medesimo articolo (pace e giustizia, istruzione, tutela ambientale).