Prima pagina

 

Fiducia sulla legge elettorale, primi sì e proteste

 

Rajoy dà 5 giorni alla Catalogna: «Dovete chiarire»

 

Battisti verso la revoca di asilo e permesso di soggiorno

 

Banca Etruria, chiesti 576 miliardi di euro di risarcimento danni

 

Arriva la riforma del diritto fallimentare

 

 

Politica

I primi voti favorevoli alla legge elettorale – sulla quale il governo ha posto la fiducia – sono arrivati. Oggi alla Camera lo scoglio più difficile da superare per il Rosatellum: il voto segreto. Ma in piazza parte la protesta: il Movimento 5 Stelle e Mdp hanno criticato la scelta di blindare la legge con il ricorso alla fiducia definendola «un attacco alla democrazia» e «un atto eversivo» . Anche il presidente emerito Giorgio Napolitano è intervenuto sostenendo che così si limita l’attività dei parlamentari. Il segretario dem Matteo Renzi invece difende la scelta dell’esecutivo. Ne scrivono tutti i principali quotidiani nazionali.

 

Su Repubblica, Carmelo Lopapa svela alcuni retroscena in merito alla legge elettorale: “La norma viaggia diritta, silente e veloce come un treno verso la stazione del voto finale. Non è ancora legge ma ha già un nome: «Emendamento salva-Verdini», è il tam tam in Transatlantico.

 

C’è anche l’ok del leader di Fi, Silvio Berlusconi al progetto di riforma della legge elettorale. Secondo quanto scrive sul Giornale Anna Maria Greco, il cav. sembrerebbe convinto che il testo in esame sia «il migliore possibile» e che «diremo sì con lealtà, attenti ai moniti del Quirinale».

 

Vincenzo Spagnolo su Avvenire intervista Renato Brunetta (Fi): «Questa legge elettorale è la migliore perché scontenta un po’ tutti».

 

«La forza della nostra democrazia sta nella capacità di rispettare la pluralità e di comprendere quando è in gioco il bene comune che richiede un impegno condiviso. La molteplicità delle nostre realtà comunali non è frammentazione ma il tessuto connettivo della Repubblica». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando a Vicenza all’assemblea dell’Anci. Ne scrive brevemente La Stampa.

 

Il Consiglio d’Europa chiede spiegazioni sugli accordi presi in Libia dal governo italiano per arginare il fenomeno dell’immigrazione e sul mancato rispetto dei diritti umani. La replica del ministro dell’Interno Minniti: «Mai navi italiane o che collaborano con la Guardia costiera italiana hanno riportato in Libia migranti tratti in salvo. L’attività della autorità italiane e finalizzata alla formazione e all’equipaggiamento della Guardia costiera libica e non ad attività di respingimento». Ne scrive il Fatto Quotidiano.

 

Economia

“Più di mezzo miliardo di euro. Per la precisione 576 milioni di risarcimento danni per aver «spolpato» quella che fu la Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. Di più, per averla «condotta letteralmente allo sfacelo, sotto il peso di errori madornali degli amministratori», in una «paradossale corsa all’abisso» durante la quale sarebbe stato violato «ogni più elementare principio normativo o di correttezza professionale»”. Fabio Tonacci su Repubblica racconta così la notizia del risarcimento danni chiesto agli ex amministratori e sindaci dell’istituto di credito.

 

Arriva la riforma del diritto fallimentare: la delega per la revisione delle discipline su crisi d’impresa e insolvenza diventa legge con il sì del Senato, 172 voti a favore, 34 contrari. Il testo prevede meccanismi di allerta per impedire alle crisi aziendali di diventare irreversibili e ampio spazio agli strumenti di composizione stragiudiziale per favorire l’accordo fra debitori e creditori per gestire l’insolvenza. «Non si parlerà più di “fallimento” e “falliti” ma di “liquidazione giudiziale”», sottolinea il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Ne scrive il Sole 24 Ore.

 

Secondo quanto scrive Romano (Sole 24 Ore), la Commissione Ue ha presentato un pacchetto di proposte per rilanciare il negoziato sull’unione bancaria. Tra le novità la creazione di un’assicurazione comune dei depositi bancari e misure per ridurre le sofferenze bancarie, a loro volta causa del “freno” alla condivisione dei rischi.

 

Esteri

Il premier spagnolo Rajoy si è rivolto al leader catalano Puigdemont chiedendogli un sì o un no senza giri di parole o «deliberata confusione»: «Ha i dichiarato o no l’indipedenza della Catalogna?». Il collega “ribelle” ha tempo fino a lunedì 16 per rispondere. Ne scrivono Andrea Nicastro ed Elisabetta Rapisarda sul Corsera.

 

Cyberguerra tra Usa e Russia. Paolo Mastrolilli (La Stampa): “La Russia usava un popolare programma antivirus , Kaspersky, per spiare gli Usa. Gli Israeliani, che spiavano la compagnia produttrice per tenere un occhio su Mosca e su Washington, se ne sono accorti e hanno avvertito gli americani”.

 

Sul Sole, Marco Valsania riferisce delle nuove strategie “imprevedibili” di Donald Trump in politica estera. È gelo con Tillerson sulla Corea del Nord e la proposta di duplicare l’arsenale nucleare.

 

Giustizia

Il presidente brasiliano Temer, secondo alcune indiscrezioni di stampa riprese anche da Spalla sul Messaggero, avrebbe deciso di revocare l’asilo politico a Cesare Battisti, il terrorista di sinistra condannato a due ergastoli in Italia. Il giudice della Corte suprema brasiliana Gilmar Mendes sembra confermarlo: «Battisti può tornare in Italia. La decisione arriverà presto».

 

«Una guida prestigiosa per il Tribunale di Sorveglianza di Roma, ufficio di primaria importanza in ambito distrettuale in un momento particolarmente delicato nel quale si sta redigendo il modello di esecuzione della pena». Lo ha dichiarato Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia, a margine della cerimonia di insediamento di Maria Antonia Vertaldi al tribunale di Sorveglianza di Roma. Ne scrive il Tempo.

 

La Stampa riporta le dichiarazioni del vice presidente del Csm, Giovanni Legnini: «La nuova circolare non potrà mai ledere le prerogative attribuite dalla legge ai procuratori della repubblica, né comprimere quelle dei singoli magistrati del pubblico ministero, garantite dalla Costituzione».

 

Scandalo Weinstein

Su Repubblica, Natalia Aspesi denuncia il “silenzio che protegge i padroni di Hollywood”: “La violenza della forza sulla debolezza, del padrone sul dipendente, di chi ha il potere su chi non lo ha. Nel mondo del cinema è quasi consuetudine storica, confermata dalle biografie di grandi star”