Dopo essere stato acquistato e ristrutturato da Francesco Bellavista Caltagirone, l’ex Mulino Santa Lucia a Catania aveva tutte le potenzialità per rilanciarsi come centro propulsivo della città siciliana, con numerosi uffici e negozi. Le inchieste della magistratura, finite poi nel nulla, hanno spazzato via ogni speranza di rilancio della struttura nei pressi di via Domenico Tempio.

L’edificio era stato acquistato nei primi anni del 2000 dal gruppo Acqua Marcia, guidato da Bellavista Caltagirone, per essere ristrutturato e trasformato in un centro direzionale. Dopo nove anni di lavori, nel 2009, l’edificio viene sequestrato dalla procura con l’accusa di abuso edilizio. Secondo i magistrati poteva avere un uso soltanto industriale, portuale e ferroviario.

Tutte le accuse si sono rivelate infondate. Nel maggio 2013, il tribunale di Catania ha assolto tutti e cinque gli imputati, tra cui un amministratore di Acqua Marcia e due funzionari del comune, dissequestrando l’immobile. Inoltre Francesco Bellavista Caltagirone è stato assolto su altre accuse come quelle di falsa fatturazione, fatturazioni inesistenti e truffa.

Nell’aprile 2016, la Corte d’appello di Catania ha confermato tutte le assoluzioni.

Nel frattempo, però, per circa sette anni la grande struttura, quasi tutta riqualificata, è rimasta chiusa ma sottoposta all’azione dei vandali.  Secondo alcune stime fatte durante vari sopralluoghi dai legali della proprietà, i danni ammonterebbero a tre e quattro milioni di euro. All’interno infatti, abbattuti numerosi muri e tramezzi, sono stati portati via vetri, infissi e quant’altro asportabile. Uno sfregio alla città di Catania che poteva essere evitato.