Prima pagina

 

Ius soli, lo stop di Gentiloni

 

"Permessi umanitari per i migranti economici". L'idea agita l'Ue

 

Politica interna
Arriva lo stop alla legge sullo ius soli. Come racconta Goffredo de Marchis su Repubblica, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha messo la parola fine sulle incertezza che circondavano il testo negli ultimi giorni: niente fiducia e niente approvazione entro l’estate. Resta un impegno ad affrontare il tema in autunno perché, per un via libera in queste settimane, non ci sarebbero le «condizioni politiche». Esulta la destra che vede nella decisione del capo del governo il definitivo accantonamento del testo.

 

«Matteo, non ci sono le condizioni per forzare. Al Senato non abbiamo i numeri e, se mettiamo la fiducia, il governo cade». Queste le parole con cui il premier Paolo Gentiloni ha annunciato a Matteo Renzi la decisione di mettere da parte il testo sullo ius soli. Il segretario del Pd, che sull’approvazione di questo provvedimento ci ha messo la faccia, ha preso atto della volontà dell’inquilino di palazzo Chigi e si è rimesso alla sua decisione. Per Gentiloni la situazione degli sbarchi ha creato nel Paese un clima di tensione che rischia di trasformare il testo sul diritto di cittadinanza in una«guerra d’odio», per questo ritiene opportuno attendere gli sviluppi (che auspica positivi) della trattativa sui migranti con l’Ue. Lo racconta Monica Guerzoni sul Corriere della Sera.

 

Permessi umanitari temporanei per circolare liberamente nell’area Schengen. Questo è il piano «segreto» che sarebbe allo studio del governo italiano e che agita i sonni degli altri paesi Ue. L’ipotesi, che potrebbe essere messa in campo ricorrendo all’asilo provvisorio o alla legge Bossi-Fini, sarebbe all’attenzione della Farnesina mentre il Viminale, più prudente, per ora frena. Un provvedimento del genere potrebbe essere uno strumento di reazione alla chiusura da parte dei governi Ue sui migranti economici. Ne scrive Vladimiro Polchi su Repubblica.

 

Via libera da parte dell’Ue al «Codice di condotta per le Ong impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare». Se è vero che il diritto internazionale non consentirebbe all’Italia di«chiudere» i porti alle navi straniere, grazie a questo regolamento, però, le autorità portuali italiane potrebbero creare problemi alle Ong che si rifiutassero di sottoscrivere il protocollo. Lo riporta Dino Martirano sul Corsera.

 

Economia
A meno di clamorose sorprese la Bce dovrebbe mantenere la politica espansiva che, grazie al Quantitative Easing sta sostenendo la ripresa economica nell’Ue. I mercati sono concordi nello scommettere che Mario Draghi rimarrà su una linea prudente almeno fino a settembre per assicurare un’uscita «ordinata» dalle operazioni di sostegno all’economia. Ne scrive, tra gli altri, la Stampa.

 

Il sistema pensionistico italiano è in sofferenza. Secondo il presidente Inps, Tito Boeri, se nei prossimi anni non si dovesse intervenire sull’età pensionabile portandola a 70 anni, i conti Inps potrebbero non reggere al boom di pensionati finendo per gravare sulle casse dello Stato. Ne scrive Gian Maria De Francesco sul Giornale.

 

Esteri
«Resisteremo in modo pacifico, sconfiggere Erdogan si può». A parlare è Ozturk Yilmaz, deputato turco tra i leader dell’opposizione al «Sultano», in un’intervista sul Corriere della Sera a cura di Monica Ricci Sargentini. La situazione in Turchia rimane tesa con il Parlamento che si appresta ad approvare una nuova estensione dello stato di emergenza per altri tre mesi, ancora sulla scia del tentativo di colpo di Stato dello scorso anno. La strategia delle opposizioni è di mantenere l’unità per resistere alla furia di Erdogan, chiedendo giustizia perché si ponga fine al repulisti che dal tentato golpe sta colpendo tutti coloro che non sono fedeli al presidente turco.

 

Sulla Stampa, Emiliano Guanella racconta del referendum che si è tenuto in Venezuela contro il presidente Maduro. La consultazione, che non ha valore legale in quanto non approvata dalla Corte Suprema, servirà alle opposizioni per rappresentare plasticamente la distanza tra Maduro e il suo popolo, già segnalata da tutti i sondaggi. La tensione continua a essere alta, con morti e feriti anche durante la consultazione.

 

Continua a scendere la popolarità di Donald Trump. Il Russigate e la difficoltà del presidente di portare avanti l’agenda politica e legislativa promessa durante la campagna presidenziale aumentano la distanza con l’elettorato. Il consenso è adesso giunto a quota 36%, il livello più basso di sempre. Il presidente, in risposta a questi dati, continua a indicare la stampa come responsabile, rea, a suo parere, di distorcere i principi democratici.