Prima pagina

 

Legge elettorale, i franchi tiratori incrinano il patto elettorale. E Grillo fa una nuova consultazione online

 

Usa, Comey: «Trump disse di non indagare»

 

L’Isis fa strage a Teheran

 

May-Corbyn, l’ora della verità. Per i sondaggi premier avanti

 

Consip, indagato il numero due del Noe: «Ha mentito sull’inchiesta»

 

Muore bimba dimenticata dalla madre per sei ore in macchina

 

 

 

Politica

Parte in salita il cammino in Aula della legge elettorale voluta da Renzi, Berlusconi, Salvini e Grillo. Alla prima prova di voto segreto la “coalizione a quattro” ha rimediato la bocciatura di 72 franchi tiratori. Ora il percorso parlamentare si ferma fino a martedì, ovvero dopo il voto amministrativo che crea ulteriori tensioni tra i partiti. Ma il Movimento Cinque Stelle annuncia le sue crescenti perplessità anche alla luce del sole. Tanto che Beppe Grillo, pur continuando a sostenere la legge, ha deciso di indire un referendum online per far decidere ai militanti su preferenze o voto disgiunto. Se arrivasse il sì del popolo del web, l’accordo sul sistema di voto potrebbe cambiare. Intanto Articolo Uno, con gli emendamenti D’Attorre su preferenze e voto disgiunto, ha provato a stanare il M5S. Ne scrive Dino Martirano sul Corriere della Sera.

 

Stafano Folli su Repubblica commenta in maniera puntuale la prima giornata di voto sulla legge elettorale: “Si avvicina l’ora della verità per la legge elettorale e di conseguenza per la legislatura. Si avvicina fra sinistri scricchiolii che stanno incrinando il patto a quattro, l’originario accordo Renzi-Berlusconi-Salvini-Grillo”.

 

In un intervento sul Corriere della Sera, il leader di Fi, Silvio Berlusconi, annuncia il suo sì al sistema tedesco: “Il sistema tedesco può non piacere ma quale altra soluzione sarebbe stata possibile? L’unica possibilità sarebbe stata l’uninominale secco all’inglese o a doppio turno, alla francese. Soluzioni che avrebbero portato a risultati elettorali imprevedibili. Il sistema proporzionale dà stabilità. In Germania e Spagna lo adottano e nessuno paventa rischi per la democrazia”.

 

Il ministro degli Interni in un colloquio sulla Stampa ha illustrato il piano per rendere le piazze più sicure. Minniti, in visita a Torino dopo il sabato di paura in piazza San Carlo, ha aggiunto: «Il panico va governato coinvolgendo le strutture civili».

 

«L’Italia può essere in prima fila sullo sviluppo sostenibile con la consapevolezza che su questi temi si gioca una delle carte fondamentali della competitività a livello globale». E’ quanto dichiara il premier Gentiloni. La notizia è riportata da Nicola Pini su Avvenire che aggiunge: “Nelle prossime settimane sarà adottato un documento sulla strategia italiana per l’agenda 2030”.

 

Economia

L’istituto spagnolo Banco Populare evita il fallimento passando al gruppo Santander per il simbolico prezzo di 1 euro. Lo stesso Santander varerà un aumento di capitale da 7 miliardi per risanare il Populare, gravato da 37 miliardi di prestiti tossici al settore immobiliare. Come scrive Ferrando sul Sole 24 Ore, “il governo spagnolo tira un sospiro di sollievo: nessun utilizzo di denaro pubblico e contagio scongiurato”.

 

Banche venete in crisi. Banca Intesa apre al salvataggio ma non vuole essere sola. Il ministro Padoan ha chiesto a Messina e Mustier di seguire l’esempio di Santander. I Cda delle popolari pronti a dimettersi senza soluzioni entro due settimane. Ne scrive Repubblica.

 

La crescita ci sarà, sebbene modesta. Tanto da fare risultare l’Italia in coda alle grandi economie del Vecchio Continente. A certificare la stima del Pil italiano è l’Ocse, confermando per il 2017 un aumento della ricchezza dell’1%, mentre per il 2018 la previsione segna una crescita dello 0,8%. Ne scrive Andrea Ducci sul Corsera.

 

Esteri

Kamikaze dell’Isis contro Parlamento e Mausoleo di Khomeini a Teheran. Uccisi tutti gli attentatori, almeno 12 le vittime. L’Iran accusa i sauditi: «Siete voi i mandanti». Ne scrivono Gallo e Stabile sulla Stampa.

 

Alberto Flores D’Arcais su Repubblica descrive le tensioni in casa Trump alla vigilia della testimonianza di James Comey davanti alla commissione Intelligence del Senato: “«Trump chiese all’Fbi di fermare il Russiagate». L’ex direttore dell’Fbi – licenziato dal presidente Usa il 9 maggio con cinque anni di anticipo sulla fine del mandato – ha reso pubblica la dichiarazione introduttiva che leggerà (sotto giuramento) al Congresso. E la Casa Bianca inizia a temere il peggio”.

 

Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, scrivendo al direttore del Corsera, denuncia la necessità di una capacità militare per l’Europa: “Caro direttore, il potere di persuasione europeo è senza dubbio un successo. Grazie alla nostra diplomazia, la nostra politica di sviluppo e le nostre relazioni commerciali, noi europei contribuiamo a creare stabilità e a promuovere la pace, i diritti umani e lo Stato di diritto nel mondo. Ma il potere di persuasione non è abbastanza da solo. Un Europa sicura, libera e pacifica non è qualcosa che possiamo dare per scontato. I tentativi di muoversi in direzione di una difesa  comune sono stati parte del progetto europeo fin dal principio, ma fino ad ora queste ambizioni sono rimaste in gran parte insoddisfatte”.

 

May-Corbyn, la sfida nel segno della paura. Lo scontro è sulla sicurezza e sulla Brexit. Cristina Marconi (Il Messaggero): “La May promette una Brexit dura e una lotta senza quartiere al terrorismo. Corbyn invece vuole guidare il Paese fuori dall’austerità attraverso politiche attente ai più deboli”.

 

Giustizia

«Ha mentito hai pm sul caso Consip». Accusa di depistaggio al vice capo del Noe. L’accusa è pesantissima: Alessandro Sessa, numero due del Noe, avrebbe ostacolato le indagini dei pm di Roma. Ne scrive Valentina Errante sul Messaggero.

 

Due buste esplosive sono state inviate ai pm Rinaudo e Sparagna che indagano sui No Tav e sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta. Allarme per la saldatura tra i gruppi di estremisti. Le minacce sui manifesti: «Sarà un giugno pericoloso». Si segue la pista anarchica. Ne scrive, tra gli altri, Repubblica.

 

Avvenire riporta la notizia secondo la quale il boss mafioso Totò Riina abbia seguito in videoconferenza su una barella dal carcere di Parma, l’udienza del tribunale di Firenze per la strage del treno 904 dove è imputato come unico mandante. Mentre ferve il dibattito sul suo diritto a una “morte dignitosa”.

 

Tragedia ad Arezzo

Sul Messaggero, Renato Paone racconta la vicenda della bambina di 18 mesi morta tragicamente dopo essere stata dimenticata in auto dalla madre per sei ore: “La bimba è morta per arresto cardiaco. Quando i soccorsi sono giunti sul posto era ormai troppo tardi. La madre pensava di aver portato la piccola all’asilo, ha parcheggiato ed è andata al lavoro”.

 

Vaccini

Su Avvenire Daloiso illustra le novità del decreto Lorenzin, che ieri ha incassato il via libera dal Quirinale e la pubblicazione in Gazzetta: “Autocertificazioni, un periodo transitorio di un anno per adeguarsi alle nuove regole, flessibilità sull’età e sui vaccini richiesti. Da Settembre ripristinato l’obbligo dei vaccini per l’iscrizione a scuola. I bambini impossibilitati a vaccinarsi per ragioni di salutesaranno inseriti in classi sicure”.