Prima pagina

 

Trump: l’Islam fermi i terroristi

 

Parigi, Macron a Gentiloni: «Sui migranti il grido dell’Italia non è stato ascoltato dalla Ue»

 

Legge elettorale e voto a ottobre: Renzi dialoga con Berlusconi

 

L’Europa all’Italia: «Tassate i più ricchi per la prima casa»

 

L’idea di Delrio: «Azioni Alitalia ai lavoratori»

 

Juve nella leggenda, nessuno come lei

 

 

Politica

“«Legge elettorale e poi voto»: via al dialogo Pd-Berlusconi, ma i renziani si dividono”. Titola così Repubblica con un pezzo di Giovanna Casadio. Secondo la giornalista il leader di Forza Italia e Matteo Renzi starebbero discutendo di una sorta di Nazareno-bis: Berlusconi chiede a Renzi di sposare la propria proposta elettorale (modello tedesco con sbarramento al 5%) e in cambio offre via libera alle elezioni anticipate in autunno. Delrio avvisa il segretario: «Matteo ci pensi bene». Per ora il testo base resta il “Rosatellum”.

 

Ettore Rosato (capogruppo Pd alla Camera), intervistato da Carlo Bertini sulla Stampa, dice: «Andare al voto non è tabù e se ora tutti fanno sul serio si può chiudere entro l’estate. Sarebbe meglio lasciare la legge di bilancio a un nuovo governo».

 

Intanto Giuliano Pisapia sembra aver rotto gli indugi. Intervenendo alla giornata conclusiva di “Fondamenta”, la convention di Articolo 1, l’ex sindaco di Milano ha lanciato un appello ai fuoriusciti da Pd e Sinistra Italiana: «Dobbiamo essere capaci di diluirci in un movimento più ampio che rappresenti l’intero popolo del centrosinistra. Il punto unificante non sono le persone, ma programmi, progetti e valori. Ora le amministrative, poi casa unica». Maurizio Giannattasio sul Corsera.

 

Sul Fatto Quotidiano, Luca De Carolis intervista il leader di Articolo 1, Roberto Speranza. Il messaggio che passa non è dei migliori: «Basta con Renzi e il familismo, vogliamo il popolo del No». Speranza aggiunge: «Pisapia è una grande personalità, ma il renzismo va superato e spero che lui condivida questo ragionamento. Se tornano i voucher non ci sarà voto di fiducia che tenga. Mi auguro che Gentiloni smentisca. Il Verdinellum proposto dai dem è la via al trasformismo, meglio il tedesco puro con il recupero proporzionale».

 

 

Economia

L’Italia deve tassare  i più ricchi sulla prima casa:  ce lo chiederà l’Unione europea nel pacchetto di raccomandazioni economiche che verrà diffuso questa mattina. Bruxelles dirà all’Italia che la manovra per il prossimo anno dovrà portare a uno sforzo di bilancio «robusto», senza però entrare nel merito delle cifre. Le anticipazioni, molto interessanti, di Marco Bresolin sulla Stampa.

 

Sulle stesse pagine, Francesca Schianchi riporta i retroscena delle prime reazioni della politica italiana alle indicazioni Ue: “Renzi ha già pronta la replica: «Sulle imposte decidiamo da soli». La bocciatura di Morando: «La proposta Ue è irricevibile»”.

 

«La decisione spetterà ai futuri proprietari, ma sarebbe una buona idea se la nuova Alitalia distribuisse  una parte delle azioni ai suoi lavoratori. Aiuterebbe quel senso di fiducia che è mancato negli ultimi anni». Sono le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in un’intervista a Lorenzo Salvia sul Corsera. Sul Dieselgate: «Difenderemo il Paese, resto stupito per la procedura d’infrazione di Bruxelles. In ogni caso i dispositivi Fca di protezione del motore erano regolarmente denunciati».

 

Su L’Economia, inserto economico del quotidiano di Via Solferino, intervista a tutto campo di Maria Silvia Sacchi al patron di Tod’s Andrea Della Valle (dall’imprenditoria made in Italy al lusso e al ruolo sociale delle aziende, dalla politica all’Opas Rcs e la Fiorentina): «Cari italiani, troppi dubbi: con la qualità battiamo tutti. Il Paese è pieno di eccellenze, ma non sempre ne capiamo il valore».

 

Su Libero Massimo Blasoni (presidente del Centro studi ImpresaLavoro) sottolinea un paradosso: l’Agenzia delle entrate, per spiegare il meccanismo delle detrazioni d’imposta ai fini della dichiarazione dei redditi, ha rilasciato una guida di 324 pagine. Alla faccia della semplificazione.

 

 

Giustizia

Il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, sul caso Consip accusa: «Quando c’è una fuga di notizie esce o dalla procura o dalla polizia giudiziaria». E ancora: «Quando la polizia giudiziaria fa la fuga di notizie c’è quanto meno una sorta di silenzio-assenso da parte della procura, altrimenti le notizie non escono fuori». Le parole riportate da Liana Milella su Repubblica.

 

 

Esteri

“Non sono venuto qui a darvi lezioni, non sono io a dirvi come dovete vivere. Ma occorre una coalizione internazionale contro il terrorismo. Le nazioni del Medio Oriente non possono aspettare che sia l’America a sconfiggerlo. Dovete battere voi questo nemico che uccide in nome della fede”. Sono state le parole espresse dal presidente americano Donald Trump a Riad davanti ai leader del Gulf Cooperation Council (Gcc) che riunisce gli Stati del Golfo Persico (ad eccezione dell’Iran). Ne parla su Repubblica Federico Rampini, che nota come Trump abbia rovesciato il discorso tenuto da Obama al Cairo nel 2009.

 

Il neo-capo dello Stato francese, Emmanuel Macron, ha accolto ieri sera all’Eliseo il premier italiano Paolo Gentiloni. Nella dichiarazione alla stampa Macron ha voluto ricordare i soldati e il poliziotto aggredito alla stazione di Milano. Poi ha parlato della fitta agenda comune con il G7 di Taormina di venerdì e ha indicato tra le priorità della Francia «la creazione di un budget comune per la zona euro». Il presidente ha sottolineato che «non abbiamo ascoltato abbastanza il grido di aiuto dell’Italia sulla crisi dei migranti». Stefano Montefiori su Repubblica.

 

La rivolta della base contro l’apparato ha riportato in sella nel Psoe, il partito socialista spagnolo, l’ex segretario Pedro Sanchez, defenestrato il primo ottobre scorso da una rivolta dei “baroni” del partito. Sanchez ha vinto a sorpresa le primarie con il 49% davanti alla presidente dell’Andalusia Susana Diaz, ferma al 40%. Puntuale l’analisi di Paola Del Vecchio sul Messaggero: “Svolta a sinistra per un esecutivo alla portoghese, ma il partito rischia la scissione”.