Personale sanitario in ferie, poche siringhe e lentezza nella somministrazione dei vaccini. In una settimana l’Italia ha superato quota 100 mila aggiudicandosi il secondo posto in Europa dopo la Germania. Il punto sulla campagna vaccinale.

Le regioni a ritmi diversi

Le regioni italiane proseguono nella campagna vaccinale con ritmi diversi. La regione che ha somministrato più vaccini è il Lazio, con una percentuale di persone vaccinate rispetto alle dosi ricevute del 48,5%, una bella differenza rispetto al 3,8% della Lombardia, regione italiana ad aver ricevuto più dosi in assoluto. Peggiori della Lombardia solo la Calabria con una percentuale di vaccini effettuati del 3,5%, la Sardegna (3,0%) e il Molise (1,7%).

Critiche e disorganizzazione

Non mancano le critiche e le perplessità sulla campagna vaccinale delle diverse parti politiche. Per esempio, la ministra Teresa Bellanova parla di insufficienza di vaccini, così come il governatore Giovanni Toti afferma la necessità di accelerare. In generale le critiche sono principalmente legate alla mancanza di personale necessario per effettuare una grande campagna di vaccinazione e alle tempistiche che ora sembrano dilatarsi a causa dei lunghi tempi di approvazione dei sieri.

Verso la fase due

Allo stesso tempo, mentre si procede con la fase uno di vaccinazione, ovvero quella dedicata a operatori sanitari e ospiti delle Rsa, si pensa alla fase due: quella definita «di massa». Il governo sta predisponendo un piano secondo il quale ci si potrà prenotare in modo agile: online, tramite app, per telefono o via posta. Saranno circa 1500 i siti predisposti per le vaccinazioni tra ambulatori, padiglioni e palazzetti dello sport che le regioni insieme alle Asl stanno individuando. Da questo punto di vista molto sarà determinato dal metodo di conservazione dei vaccini, se ci sarà un siero che si potrà conservare a temperatura standard allora sarà possibile coinvolgere anche medici di base e farmacie, velocizzando in questo modo la campagna.