È l’idea dei ministri degli Affari europei, che hanno approvato l’uniformazione delle regole per spostarsi tra i paesi UE. Le nazioni non potranno più chiudere autonomamente i confini, ma sarà un sistema univoco di calcolo dei contagi a stabilire le misure da applicare per contenere il virus.

Questo a causa della «caduta di Schengen» portata dal primo lockdown, che provocò l’improvvisa e non coordinata chiusura delle frontiere interne. 

 

Questo nuovo sistema di classificazione mira a chiarire la comprensione di addetti ai lavori e cittadini, che potranno capire l’intensità del virus in una determinata zona tramite una palette colori univoca, anziché con la moltitudine di grafici utilizzati finora. La scelta eviterà ambiguità e confusione, permettendo decisioni più coerenti tra i piani di gestione nazionali ed internazionali.

Sarà inoltre più facile per i governi decidere eventuali restrizioni ai viaggi da altre nazioni dell’Unione.

Chi, ad esempio, proverrà da zone verdi non subirà alcuna restrizione agli spostamenti. Viceversa chi proverrà da zone arancioni o rosse sarà sottoposto a tampone obbligatorio ed, eventualmente, a quarantena.

 

Bruxelles chiede poi ai governi di comunicare tempestivamente ai paesi membri ed alla popolazione ogni decisione con almeno 24 ore di preavviso prima dell’entrata in vigore, in modo tale da dare possibilità di organizzazione a chi deve spostarsi ed agli operatori economici.