Nella lotta contro i tumori è attualmente in studio la “terapia Car-t” (acronimo di chimeric antigen receptor, traducibile come recettori chimerici per l’antigene), considerata da molti il futuro nella lotta alle neoplasie. Il trattamento “addestra” le cellule del sistema immunitario del paziente (i linfociti T) per riconoscere e combattere i tumori.

Tali cellule vengono estratte da un prelievo di globuli bianchi e, attraverso un virus, viene inserito nel loro Dna un gene che fa in modo che sulla superficie del linfocita appaia una proteina che fa da 'chiave' per riconoscere le cellule tumorali, rendendo così il sistema immunitario più aggressivo contro quest’ultime.

L'approvazione negli Usa delle prime terapie di questo tipo risale all'agosto 2017 anche se l'adozione negli Usa va a rilento per l'alto costo di queste terapie, che può superare i 400mila dollari per il singolo paziente. La fase sperimentale riguarda al momento solo due tipi di tumore, ovvero la leucemia linfoblastica acuta a cellule B nei pazienti pedietrici e fino a 25 anni di età e il linfoma a grandi cellule B negli adulti. Sono al vaglio i trattamenti del mieloma e del neuroblastoma. Tuttavia la terapia presenta ancora effetti collaterali, per cui si stanno studiando dei farmaci in grado di accompagnare la terapia.