Il governo dell’Australia è in prima linea nella campagna contro il consumo di sigarette, specialmente nel tentativo di scoraggiare i più giovani. L'Australia è diventata nel 2012 la prima nazione al mondo a imporre che sigarette e sigari siano venduti in pacchetti deterrenti, senza marca e di colore olivastro, (colore ben poco attraente) con fotografie raffiguranti i possibili danni causati dal fumo. Tuttavia presso alcune generazioni questo provvedimento non sembra più sortire nessun effetto.

Nel tempo infatti ci si desensibilizza alle immagini forti, ma questo sistema con pacchetti choc è ancora efficace coi giovani. I fumatori con più anni di esperienza infatti sono divenuti indifferenti agli avvertimenti e anche alle immagini di organi danneggiati presenti sui pacchetti di sigarette, mentre tra i giovani invece questo deterrente si dimostra ben più efficace, scoraggiandoli dal cominciare a fumare. È quanto affermato dalla James Cook University di Townsville, analizzando un campione di 16 mila ragazzi fra gli 11 e i 19 anni.

Aaron Drovandi, a capo della ricerca, traccia un’ipotesi sostenendo che i più giovani sono stati meno esposti agli avvertimenti, per questo risultano ancora influenzabili.  La ricerca ha infatti dimostrato come «la desensibilizzazione sia il problema maggiore. Quando la stessa immagine o lo stesso avvertimento sono usati molte volte, e questo riguarda in particolare le persone più anziane, smette di fare effetto». Per tanto queste immagini dovrebbero essere cambiate o aggiornate occasionalmente e potenziate. Specialmente le immagini di organi malati e rovinati fanno maggiore impressione tra i giovani rispetto all’invecchiamento della pelle o all’impotenza.

Secondo Drovandi il fatto che i giovani siano ancora dissuasi da immagini shock sui pacchetti è incoraggiante, soprattutto perché proprio con i nuovi potenziali consumatori è più importante agire. «Molti fumatori adulti – infatti - hanno cominciato a fumare in adolescenza, quindi impedire che comincino a fumare in quella fase veramente critica è molto importante da un punto di vista della salute pubblica».