Si è spento ieri al Policlinico Gemelli di Roma, all'età di 83 anni, l’immunologo e politico italiano Fernando Aiuti. Nato a Urbino nel 1935, si laureò in medicina nel 1961 all'Università La Sapienza di Roma, lo stesso Ateneo che lo vide (dal 1980 al 2007) professore ordinario di Medicina Interna, direttore e docente della Scuola di Specializzazione in Allergologia e Immunologia Clinica, coordinatore del Dottorato di Ricerche in Scienze delle Terapie Immunologiche. Specialista in Malattie infettive e cardiologia, svolse la sua carriera assistenziale all'interno del Policlinico Umberto I di Roma sin dal 1966 come assistente, poi come aiuto e dal 1985 come primario di Immunologia e Allergologia clinica.

La fama di Aiuti si deve soprattutto alla sua opera a sostegno dei malati di Aids.

Nel 1985 fondò infatti l'Associazione Nazionale per la lotta contro l'Aids (Anlaids), di cui era presidente onorario. Notevole l’impegno di Aiuti sui problemi sociali legati alle malattie infettive, sottolineato anche dal lancio di campagne informative per evitare comportamenti a rischio nel campo delle malattie sessualmente trasmesse e per combattere la discriminazione delle persone sieropositive. L’immunologo si prodigò inoltre nella realizzazione di case alloggio per malati di Aids in condizioni critiche.

Celebre, e non solo in Italia, la foto scattata da un reporter il 2 dicembre del 1991 alla Fiera di Cagliari quando, durante un congresso, Aiuti baciò sulla bocca Rosaria Iardino, adolescente sieropositiva e volto simbolo della lotta all’AIDS, per dimostrare in maniera lampante che il virus Hiv non poteva essere trasmesso attraverso un contatto affettuoso tra due persone. 

In un'intervista l’immunologo raccontò che  «quel bacio dato alla donna sieropositiva è servito a togliere dubbi a molte persone, ma non a tutti, visto che esistono ancora questi episodi di non conoscenza del problema».

Anche la sua attività di ricerca risultò molto proficua con oltre 600 pubblicazioni delle quali 380 su riviste internazionali recensite da Pub Med (National Library of Medicine). Fu membro dei consigli scientifici di numerose società scientifiche di immunologia e fece parte di varie commissioni ministeriali. Nel 1992 venne nominato dal Presidente della Repubblica Italiana Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica, la massima onorificenza che viene consegnata in Italia per meriti o per la carriera.

Nella su vita, come anticipato all’inizio, ci fu anche una breve parentesi politica: venne eletto nel 2008 come capolista del PdL al Campidoglio, e poi si ricandidò nel 2013, sempre con Gianni Alemanno, ma non fu eletto. Nel 2010 venne nominato dal ministro della Pubblica Istruzione e Ricerca Scientifica, su proposta del Senato Accademico dell'Università "Sapienza" di Roma, professore emerito a vita.

«La scienza oggi piange un grande uomo: la scomparsa dell'immunologo Fernando AIUTI, punto di riferimento mondiale per la lotta all'AIDS, mi rattrista molto. Sono certa che il suo grande impegno vivrà attraverso il lavoro di @Anlaids». Questo il primo commento su Twitter del ministro della Salute Giulia Grillo. 

Sempre su Twitter Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare ed ex ministro della salute, scrive: «Addio a Fernando Aiuti, una vita dedicata alla ricerca, alla lotta all'Aids, alla medicina. Se ne va un pezzo importante del mondo scientifico».

«Apprendiamo con immenso dolore la notizia della scomparsa del prof. Fernando Aiuti, illustre docente e fondatore di Anlaids. Fernando Aiuti è stato uno scienziato di profilo internazionale e un generoso combattente contro la diffusione dell'infezione da HIV». È quanto scrive in una nota per il Consiglio Direttivo di Anlaids Onlus il presidente Bruno Marchini.

Infine le parole di Rosaria Iardino, oggi presidente di The Bridge (fondazione che sviluppa progetti d'intervento in ambito sociale e sanitario, ricerca clinica e sociale, politiche sanitarie sostenibili e universaliste), che scrive: «La scomparsa di Fernando Aiuti mi addolora moltissimo. Ci sono uomini che per il valore che sanno apportare alla comunità scientifica e culturale dovrebbero godere dell’immortalità. Ma a rifletterci meglio, per Fernando è cosi. Esile e nerbuto ha affrontato il passaggio su questa terra da vero campione di pesi massimi, una specie di predicatore nel deserto che per primo ha capito che il medico da solo, nella lotta a questo Giano bifronte non sarebbe bastato. Allora si è dotato di un paziente, un alleato, uno per dire "guarda se ci credi come puoi vivere”».