A Bari, si sono verificati 8 casi di morbillo negli ultimi 20 giorni. Il contagio sembra essere partito dal reparto malattie infettive dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII, dove era ricoverata una bambina di dieci anni figlia di una coppia "no-vax", e avrebbe poi toccato tre adulti e quattro minori, tutti non vaccinati ma attualmente in buone condizioni. Nonostante non ci siano gli estremi per un allarme epidemia, il caso risolleva la questione vaccini, al centro del dibattito politico-sociale animato in questi ultimi anni da medici e isituzioni. Il ministro della Salute Giulia Grillo ricorda come «pochi mesi fa l'Oms ci ha richiamati proprio sui dati di copertura vaccinale che sono ancora troppo bassi» e annuncia «un nuovo Piano per l'eliminazione del morbillo e della rosolia congenita che già esisteva, ma che non era più aggiornato dal 2011».

Dal 2017 la malattia avrebbe provocato in Italia 12 morti e i dati statistici non sono rassicuranti: dal 1 gennaio al 30 settembre 2018 sono stati segnalati 2.295 casi di morbillo (-55% rispetto allo stesso periodo del 2017) e 19 casi di rosolia. Sicilia, Lazio e Campania ai primi posti quanto a incidenza. L'età media del contagio invece è 25 anni, anche se i bambini di età inferiore ai 5 anni che hanno contratto il morbillo sono 440. Il 91,1% dei casi comunque non era vaccinato.

Il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore, e il presidente nazionale dell'AOPI (Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani), Paolo Petralia, invitano gli italiani a «vaccinare i propri figli per tutelare la salute pubblica».