Il premio Nobel per la Medicina è stato assegnato all'immunologi James P. Allison, americano, e Tasuku Honjo, giapponese, per la scoperta della terapia del cancro per inibizione della regolazione immuno-negativa. Ad annunciarlo come ogni anno il Karolinska Institutet di Stoccolma in Svezia, in diretta su internet e sui social network. Il riconoscimento ammonta quest'anno a 9 milioni di corone svedesi, al cambio odierno oltre 871 mila euro.

Dal 1901 al 2017 sono stati 108 i premi Nobel per la Medicina o la Fisiologia, consegnati a un totale di 214 scienziati, dato che il riconoscimento viene dato spesso a più di una persona.

Le ricerche di James P. Allison e Tasuku Honjo sono considerate una pietra miliare nella lotta contro i tumori perché per la prima volta hanno portato alla luce i meccanismi con i quali le cellule del sistema immunitario attaccano quelle tumorali. Allison ha aperto la via a queste ricerche studiando le proteine che funzionano come un freno del sistema immunitario e intuendo le loro grandi potenzialità: manipolando il loro freno naturale sarebbe stato possibile aggredire i tumori con nuove armi. Honjo, invece, ha segnato un altro passo lungo questa nuova strada scoprendo una proteina delle cellule tumorali che funziona anche come un freno, ma con un meccanismo d'azione diverso rispetto a quelli noti fino a quel momento.  Entrambe le scoperte si sono tradotte nel tempo in nuovi approcci per la terapia contro i tumori che si stanno dimostrando molto promettenti.

La motivazione

I due studiosi "hanno capito che si puo' stimolare il sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali, un meccanismo di terapia assolutamente nuovo nella lotta ad un tipo di malattia che uccide ogni anno milioni di persone e che costituisce una delle piu' gravi minacce alla salute dell'umanita'", si lgge nelle motivaziioni dell'Accademia. Allison ha studiato una proteina che funziona come freno al sistema immunitario, ha capito il potenziale per liberare le cellule che attaccano i tumori.

James P. Allison, 70 anni, è immunologo americano e dal 2004 ha condotto le sue ricerche nel Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York. Nato negli Stati Uniti il 7 agosto 1948, ha cominciato la sua carriera scientifica negli anni '80, prima nell'universita' del Texas e poi in quella californiana di Berkeley.

Tasuku Honjo, 76 anni, è di origini giapponesi e ha lavorato a lungo fra Giappone e Stati Uniti, tra le universita' di Kyoto e Osaka, la Carnegie Institution di Washington e i National Institutes of Health. Immunologo di formazione, è nato il 27 gennaio 1942 a Kyoto e nella sua città ha lavorato a lungo a partire dagli anni '70, tranne brevi parentesi negli Stati Uniti e a Osaka.

Honjo e Allison sono stati i primi a capire e a dimostrare che eè possibile "sfruttare" il nostro sistema immunitario a combattere il tumore, sbloccando i "freni" che ne impediscono l'azione. Sulla superficie delle cellule tumorali ci sono delle molecole diverse rispetto a quelle delle cellule sane, note come antigeni tumorali. L'immunoterapia permette alle cellule del nostro sistema immunitario di individuare, riconoscere e quindi attaccare gli antigeni tumorali.

In particolare, lo scienziato americano James Allison ha scoperto la CTLA-4, la proteina che "frena" l'attivazione dei linfociti T, "soldati" fondamentali per il nostro sistema immunitario. Bloccando questa proteina, le cellule T rispondono efficacemente contro i tumori. Una scoperta che ha portato alla produzione di farmaci, come ipilimumab, in grado di allungare la vita a pazienti inizialmente affetti da melanoma metastatico.

Lo scienziato giapponese è stato il primo ad individuare nel 1992 la proteina PD-1, anch'essa un "freno" per e cellule T. PD-1 agisce da inibitore della risposta del nostro sistema immunitario quando si collega a PD-L1, una proteina espressa su alcune cellule normali e tumorali. Alcune cellule tumorali hanno una grande quantita' di PD-L1, che le aiuta a sfuggire quindi all'attacco immunitario. Gli inibitori di PD-L1 hanno dimostrato di essere utili nel trattamento del cancro della vescica e del cancro del polmone non a piccole cellule. Ad oggi sono disponibili all'incirca 5 anticorpi anti-PD-1 o anti-PDL1 approvati dalla Fda, l'agenzia americana che regola i farmaci, per oltre una decina indicazioni in trattamenti oncologici.