La polemica sui vaccini non intende placarsi. Ognuno vuole dire la sua in cerca del consenso dell’una o dell’altra fazione. L’ultimo in ordine di tempo a intervenire sul tema è il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, che si schiera apertamente con i no-vax. «Dieci vaccini obbligatori sono inutili, in parecchi casi pericolosi se non dannosi» ha dichiarato il leader della Lega in un’intervista a Radio Studio 54. Alla fine del suo intervento Salvini ha ringraziato il lavoro di Stefano Montanari e di Antonietta Gatti, i due coniugi diventati col tempo i guru del movimento no-vax.

Le frasi del vicepremier hanno gettato benzina su un incendio che divampa tra social e opinione pubblica. La prima a rispondere è stata il ministro della Salute Giulia Grillo: «Non mi stancherò mai di ripeterlo che i vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. E che in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione. Tutte le polemiche sono solo strumentali e finalizzate a creare un circo mediatico che a me non interessa alimentare». Viste le posizioni opposte dei due membri del governo quale sarà la linea dell’esecutivo su un tema così scottante? Il ministro della Salute sembra avere le idee abbastanza chiare: «Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall’altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del d.l. Lorenzin. Le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica “non fa” scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura».

In aiuto del ministro Grillo interviene l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, che parla della voglia di ridiscutere il decreto Lorenzin senza, però, mettere in discussione l’importanza fondamentale di un’adeguata copertura vaccinale, soprattutto tra i bambini. L’ufficio stampa della Lega, però, rincara la dose: «L’inclusione scolastica dei bimbi non vaccinati (per necessità o per scelta) è sia nel programma della Lega che nel contratto di governo».

Due posizioni ampiamente in contrasto tra loro (almeno in apparenza) e che porteranno a una rincorsa a nuovi voti sia per i grillini sia per la Lega. Chi rischia di subire le conseguenze del caos vaccini sono i dirigenti scolastici che dal settembre prossimo dovranno valutare se permettere ai bambini non vaccinati di poter frequentare l’anno scolastico come tutti.