Sono oltre settecento le persone che ogni anno, in Italia, perdono l’uso di uno o entrambi gli arti superiori a causa di incidenti stradali, domestici o banali. L’avanzamento della medicina ha permesso lo sviluppo di protesi sempre più avanzate e simili ad arti reali.

Al Policlinico del Campus Bio-Medico di Roma è stata sperimentata una nuova tecnica per ridare sensibilità alle persone amputate. L’equipe di medici coordinata dal Prof. Vincenzo Denaro e dal medico viennese Oskar Aszmann ha innestato parti di tessuto nervoso nel muscolo grande pettorale di una ragazza amputata lo scorso anno a causa di un incidente stradale con lo scopo di trasformare il muscolo in una cassa di risonanza nervosa. Lo scopo dell’innesto è cercare di trasmettere degli stimoli nervosi alla ragazza nonostante la presenza della protesi.

Fra sei mesi verrà impiantata una protesi di arto superiore che sarà dotata di speciali elettrodi collegati al muscolo pettorale e ad altri muscoli del tronco che, adeguatamente stimolati daranno alla ragazza la sensazione di un arto biologico. Il Prof. Denaro ha spiegato come funzionerà l’arto: «Questo grazie agli impulsi che dal cervello arriveranno ai muscoli dove degli speciali elettrodi di superficie trasmetteranno gli impulsi cerebrali al braccio bionico, con un'intensità mille volte superiore al nervo vero e proprio. Viceversa, degli stimolatori applicati sulla pelle consentiranno di trasmettere al cervello le sensazioni tattili sulla consistenza degli oggetti impugnati dall’arto artificiale, consentendone una più efficace presa e manipolazione». La ragazza dovrà seguire una fase di training intensivo nei sei mesi successivi a quelli riabilitativi con lo scopo di imparare a muovere l’arto bionico. 

«Questo intervento - costituisce uno snodo cruciale del progetto di ricerca che stiamo realizzando in partnership con l’Università Campus Bio-Medico di Roma e che ha come obiettivo quello di sviluppare pratiche cliniche che permettano di utilizzare appieno le più avanzate soluzioni protesiche rese oggi disponibili dalle nuove tecnologie, utilizzando metodiche innovative nel trattamento delle amputazioni di arto» ha dichiarato Angelo Andretta, direttore del Centro Protesi Inail, che impianterà la protesi alla ragazza.