Gli equilibri politici in Parlamento sono messi a dura prova. Per mercoledì è infatti atteso il voto sulle mozioni di sfiducia presentate al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, con Italia Viva che attualmente non ha ancora sciolto le riserve sulle proprie intenzioni di voto.

Il primo voto è atteso in Senato, dove i diciassette senatori del movimento di Matteo Renzi possono essere determinanti sull’esito, aprendo diversi scenari. I renziani sono da diversi mesi in collisione con il capo delegazione del Movimento 5 Stelle per la sua condotta sulla gestione della giustizia, ma qualora si andasse fino in fondo una sfiducia verso Bonafede comporterebbe quasi certamente il crollo dell’attuale governo in carica di Giuseppe Conte.

Il Partito Democratico in merito ha chiarito che, qualora il governo saltasse, «ci sarebbero solo le elezioni, magari con Conte candidato di una coalizione larga», uno scenario che sembra improbabile. Tuttavia la possibilità che i renziani o parte di essi sostengano la posizione dei radicali di +Europa, che proprio per tramite di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova hanno presentato la propria mozione, resta possibile.

All’elenco dei parlamentari pronti a sfiduciare il ministro ci sono le opposizioni del centrodestra, specialmente Forza Italia, guidati da Enrico Costa, e Azione (di Carlo Calenda) per voce di Matteo Richetti.

È prevista per tanto un’assemblea di gruppo mercoledì mattina tra i “fucsia” centristi, ma sarà decisiva soprattutto una possibile riunione, prevista per martedì, con il premier Conte, ufficialmente richiesta per tutti i temi richiesti dal partito. Il deputato Ettore Rosato richiede per tanto «un chiarimento politico in generale sui nostri temi, a partire da quelli economici, e specifico sui temi della giustizia».

Permangono inoltre tensioni di natura economica, con i lavori per il decreto su semplificazioni e appalti aperti ma in assenza nel frattempo del testo definitivo per il Decreto Rilancio, nonostante sia stato approvato mercoledì scorso dal Consiglio dei ministri, e con le discussioni ancora aperte in merito al Mes, altro tema caldo dei rapporti in maggioranza. Senza dimenticare inoltre le procedure di riapertura che stanno caratterizzando l’inizio della settimana.