Il Parlamento della Bosnia-Erzegovina ha eletto il nuovo capo del Consiglio dei ministri. Zoran Tegeltija, nativo di Mrkonjić Grad e di origine serbo-bosniaca dovrà ora risolvere la crisi parlamentare. Il governo centrale infatti, eletto più di un anno fa dalle ultime elezioni politiche, non era ancora stato formato.

Zoran Tegeltija dovrà ora scegliere la sua nuova squadra di ministri, grazie a 28 voti a favore contro 8 deputati contrari.

Tutti coloro che potranno essere eletti come ministri dovranno successivamente ottenere l’approvazione parlamentare, prima dell’entrata in carica ufficiale del nuovo governo.

Il governo collegiale, composto dai rappresentanti provenienti da gruppi etnici croati, serbi e bosgnacchi, i quali esprimono inoltre tre figure per la presidenza tripartita del paese, ha proposto la candidatura di Tegeltija il mese scorso, per superare lo stallo politico post-elettorale.

Al centro del dibattito parlamentare i disaccordi in merito alla cooperazione del Paese balcanico con la Nato e l’Unione Europea

Proprio l’ampliamento dell’Unione nella zona balcanica, che vede attualmente tra gli stati membri Slovenia, Croazia, Romania, Bulgaria e Grecia, ma vede ancora al di fuori la Bosnia-Erzegovina, il Montenegro, la Serbia, il Kosovo, l’Albania e la Macedonia del Nord, potrebbe essere un nuovo fronte di rilancio della comunità e dello spirito europeo.

Alla prima audizione al Parlamento Europeo davanti alla commissione Affari esteri, l’Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, ha affermato in merito: «non ci possono essere dubbi sulla politica di allargamento dell'Ue e sulla prospettiva europea», per cui «il vertice di Zagabria» tra i leader Ue e i partner balcanici, previsto per maggio 2020 «sarà un momento decisivo». Il politico spagnolo del Partito Socialista ha infatti assicurato come l’Unione dovrà «mantenere lo slancio» politico verso la regione, obbiettivo per cui il politico garantisce «il mio forte impegno personale».