Il referendum consultivo per la separazione dei quartieri di terraferma con Mestre (e Marghera con il suo polo industriale) da quelli insulari della Venezia storica (con le isole di Lido, Murano, Burano e tutto l’arcipelago lagunare) non raggiunge il quorum necessario. Il Comune metropolitano di Venezia per tanto manterrà la superficie di 416 chilometri quadrati per una popolazione di 260mila abitanti.

Non solo, la maggior parte dei voti è stata registrata sulle isole piuttosto che sulla terraferma. A Mestre infatti vota solo il 16,4% degli aventi diritto, contro il 27,9% dell’insieme delle isole e il 32,6% del centro storico veneziano, fermandosi quindi su un totale di 21,7%, poco più di un elettore su cinque, ben lontano dal 50%+1 richiesto, confermando i precedenti nel 1979, 1989, 1994 e 2003.

Generalmente favorevoli sulle isole e nel centro storico, mentre Mestre, in cui risiede oramai la stragrande maggioranza della popolazione, risulta sostanzialmente divisa a metà. Il “sì” ha infatti raggiunto la maggioranza dei voti, generando per tanto le proteste dei comitati favorevoli.

Politicamente solamente il Partito Democratico si è effettivamente schierato contro il referendum, con un sostegno parziale da parte dei sindacati, di Confindustria e di Forza Italia, mentre per il no si erano schierati alcuni rappresentanti del Movimento 5 Stelle (comunque favorevoli al voto popolare), Italia Nostra e il Gruppo 25 Aprile. Non si sono schierati invece Lega e Italia Viva, così come l’attuale sindaco di centrodestra (mestrino) Luigi Brugnaro, quest’ultimo per evitare, a pochi mesi dalle nuove elezioni comunali, di strumentalizzare il voto. Apertamente per il no l’ex sindaco di centrosinistra Massimo Cacciari, il quale ha detto: «I veneziani hanno mostrato un po' di buon senso di fronte all'idiozia della separazione, Venezia e Mestre sono indivisibili. Speriamo che questa volta sia l'ultima, ma alle follie non c'è mai fine».

Resta tuttavia la tensione tra le due parti. Una realtà che nemmeno il calcio è riuscito a placare, con il Venezia FC, voluto dall’allora presidente Maurizio Zamparini ed oggi presieduto dall’italo-americano Joe Tacopina, che mantiene i colori di ambedue le realtà in Serie B, ma che vede numerosi tifosi continuare a seguire le rifondate Mestre Calcio in Serie D (arancio-nero) e Venezia AC tra i dilettanti (verde-nero).