Il cammino della manovra di bilancio risulta particolarmente complesso, a causa dei numerosi scontri non solo tra governo e opposizioni ma tra le forze stesse a sostegno del governo Conte II (Movimento 5 Stelle, dalla cui area proviene il premier Giuseppe Conte, Partito Democratico, Italia Viva, Liberi e Uguali e Movimento Associativo Italiani all’Estero, con l’appoggio dei rappresentanti del Partito Socialista, Democrazia Solidale, Centro Democratico e diverse liste centriste, moderate o autonomiste).

Sono state proposte infatti circa 4.550 modifiche al testo della manovra in commissione Bilancio al Senato, di cui oltre 1.500 provenienti dalla maggioranza, ripartiti il 900 da parte del PD, 400 del M5S e 230 da IV. Ad essere contestate sono in particolare le tasse, su cui non vige un parere unanime.

Il Partito Democratico chiede un abbassamento della plastic tax a 80 centesimi e non sui prodotti riciclati, un abbassamento da 10 a 8 euro della sugar tax a ettolitro e di applicare l'aumento della tassa solo sulle auto aziendali nuove.

I pentastellati richiedono di introdurre sconti fino a mille euro per chi installa i filtri d'acqua (e 5mila per chi li mette i bar e ristoranti), l'Iva agevolata al 10% per i profilattici e prodotti anticoncezionali, escludere dalla nuova plastic tax i prodotti monouso in plastica biodegradabile o quelli che contengono almeno il 25% o il 50% di plastica riciclata, esentare tutti i dispositivi sanitari monouso (specialmente per cancelleria o siringhe), un ecobonus per alberghi e strutture ricettive eco-sostenibili e per i Comuni che installino ecocompattatori ed inoltre una richiesta mossa alla Chiesa cattolica affinché paghi l’Imu su immobili adibiti a bar, alberghi, ristoranti ed ospedali e arretrati tra il 2006 e il 2012, richiedendo quindi di aprire un itere di accordi con la Santa Sede.

Italia Viva, per voce dei capigruppo Maria Elena Boschi e Davide Faraone, richiede lo stop alla Quota 100 per le pensioni e sulle cosiddette “microtasse”, ovvero la plastic tax, la sugar tax e la tassa proposta sulle auto aziendali.

Il presidente del Consiglio ha comunicato di essere all’opera col ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, «perché voglio ridurre ancora di più le tasse, come ad esempio quella sulle auto aziendali. Faccio un appello ai gruppi parlamentari di maggioranza a collaborare con il governo, perché tutti ci si impegni a raggiungere questo risultato», aggiungendo che «dopo i notevoli sforzi fatti da tutti noi con la sterilizzazione delle clausole Iva per 23 miliardi, non posso accettare la falsità che questa possa essere descritta come una manovra che aumenta le tasse. La pressione fiscale infatti non è aumentata. Deve vincere la verità, contro le mistificazioni e le menzogne».