La tanto attesa legge di bilancio, evocata durante tutti i mesi scorsi e durante la crisi del governo Conte 1, comincia ad entrare nel vivo del suo itere, agitando non solo i rapporti tra governo e opposizione ma tra le forze a sostegno del governo Conte 2.

Uno scoglio rilevante è quello della “plastic tax”, considerata una misura giusta e condivisa tra le forze politiche del governo (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva, Liberi e Uguali e Movimento Associativo Italiani all’Estero, con l’appoggio del Partito Socialista, Democrazia Solidale e altre liste autonomiste, moderate e progressiste) ma criticata pubblicamente da alcuni esponenti.

Luigi Di Maio, attualmente a Shangai a seguito del suo incarico come ministro degli Esteri, considera «la cosiddetta plastic tax prima di tutto una tassa che aiuta l'Italia a convertire la propria produzione e a inquinare di meno. Dopo tanti anni in cui si è parlato dell'effetto della plastica nei mari, l'Italia ha deciso di cominciare una conversione veloce sul proprio sistema produttivo. Oggi il dibattito è se farla partire o se fa perdere voti oppure no. Io dico soltanto che i politici guardano alle prossime elezioni, gli statisti alle prossime generazioni».

Vicini alla posizione del leader del Movimento 5 Stelle gli alleati del PD, nella fattispecie nella figura del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il quale sebbene apra ad una mediazione, sostenendo che «occorre modularla bene e sono pronto a discutere con gli operatori del settore», fa notare tuttavia come sia «sorprendente che si approvi una manovra e poi la si critichi».

Il protagonista delle “critiche” è Matteo Renzi, leader di Italia Viva che ricorda tuttavia su un post di Facebook di non essere contro nessuno, ma «solo contro l'aumento delle tasse». Nel frattempo però incassa il parere negativo del ministro Di Maio sullo slittamento del taglio del cuneo fiscale, considerato da quest’ultimo un pilastro. Le posizioni di Italia Viva erano state presentate dal deputato Luigi Marattin, il quale ha illustrato come «Plastic tax, sugar tax e aumento delle tasse sulle auto aziendali valgono 1,5 miliardi. Noi abbiamo tre suggerimenti alternativi per abolirle. Il primo è far slittare il taglio del cuneo da luglio a ottobre. Già questo sarebbe sufficiente».

Il segretario del PD, Nicola Zingaretti, anch’esso critico verso le posizioni dell’ex segretario, ha dichiarato: «Se qualcosa non va in uno spirito unitario si affronterà come sempre è avvenuto nel percorso parlamentare. Ma bisogna farlo insieme e uniti. Basta furbizie».