Matteo Renzi, leader del nuovo partito Italia Viva, assicura il proprio sostegno al governo Conte bis. L’ex “senatore semplice” del Partito Democratico il 18 settembre aveva annunciato l’uscita dal partito di cui era stato segretario per fondare una nuova forza politica col sostegno di numerosi parlamentari e delle liste civiche (nella fattispecie moderate-centriste, su tutte elementi di Civica Popolare e Democrazia Solidale) esterne al PD ma legate da un’alleanza alle precedenti elezioni politiche. Il leader della lista “arancione” (probabile colore del movimento e del sito comitatiazionecivile.it) conta alla Camera di un gruppo di 26 deputati e al Senato di 14 membri più il senatore Riccardo Nencini del Partito Socialista.

L’ex sindaco di Firenze e presidente del Consiglio, impegnato in una serie di incontri televisivi, ha comunicato come il partito si atterrà a «quello che farà il governo, non faremo i pierini e cercheremo di dare una mano. Noi non siamo quelli che staccano la spina – rivendica - ma siamo quelli che l'hanno attaccata. Se non era per noi, si sarebbe andato a votare e l'Italia non avrebbe toccato palla in Europa, sarebbe aumentata l'Iva e Salvini in campagna elettorale si sarebbe inventato di tutto», ribadendo durante la trasmissione di “L’aria che tira” su La7 che la legislatura si concluderà come da previsioni nel 2023.

A Radio24, sulla votazione del taglio dei parlamentari proposta dal Movimento 5 Stelle, Renzi dà il proprio appoggio, sebbene la ritenga di portata inferiore rispetto alle sue precedenti proposte. «Loro riducono solo i parlamentari e i costi, noi avremmo anche eliminato una delle due Camere. Robetta, un tributo demagogico rispetto alla nostra riforma, noi cambiavamo l'italia».

Italia Viva inoltre registra oggi l’ingresso di un nuovo parlamentare, quello della senatrice Gelsomina Vono, ex M5S, la quale parla di una decisione «difficile e sofferta ma improcrastinabile che però mi dà finalmente la possibilità̀ di ragionare in termini democratici. Mi sono messa più volte in discussione in questi mesi di legislatura e ho messo in discussione tanti principi che forse qualcuno si illude ancora di avere come guida ma, appunto, è solo una fragile illusione», ritrovando invece in Renzi “lungimiranza” e “coraggio”.

Romano Prodi, ex premier e leader della Margherita nonché figura di rilievo nel PD, ha paragonato il nuovo movimento ad uno yoghurt scaduto, al che il capo del nuovo partito ha ribattuto come «con affetto, posso dirgli che dovrebbe essere l'ultimo a parlare di cibo e politica. Lo chiamavano il Mortadella...», mostrando ironicamente a “L’aria che tira” un vasetto di yoghurt con la data di scadenza fissata al 2023.