«L'idea di Franceschini è corretta. Bisogna rispettare le realtà locali, ma se governiamo su un programma chiaro l'Italia, perché non provare anche nelle Regioni ad aprire un processo per rinnovare e cambiare?». Così, a margine di una iniziativa della Regione Lazio a Roma, il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

«Ho sempre creduto nella necessità di aprire con coraggio una nuova stagione e questo può essere un capitolo importante - ha aggiunto Zingaretti- per cambiare e migliorare la vita delle persone».

Intanto il senatore Matteo Richetti, che ha annunciato l'addio al partito dopo la chiusura dell'accordo di governo con il M5S, ai microfoni di 'L'aria che tira', su La7, ha dichiarato: «Perché il mio partito si sta perdendo ad ogni rivolo? Rispetto moltissimo Zingaretti per la fatica che fa, ma in Direzione diceva che non si sarebbe fatto dilaniare dalle correnti, poi stanno lì a fare i sottosegretari: 2 a quello, 3 a quell'altro...». «Ma il segretario quando decide di cambiare il partito, di dire ai giovani 'venite, le porte sono aperte'?», ha aggiunto.

Il deputato del Movimento 5 Stelle Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri nel Conte I, interpellato da Affaritaliani.it, chiude invece categoricamente a ogni ipotesi di alleanza alle elezioni regionali tra M5S e Partito democratico, dopo le dichiarazioni del ministro Dario Franceschini e del segretario dem Nicola Zingaretti: «Abbiamo già detto chiaramente che non è possibile per noi, non è previsto dal nostro statuto e non c'è nessuna volontà di farlo. Quindi l'argomento per noi non esiste nemmeno». «Non ci sono deroghe. Il nostro statuto, recentemente modificato, parla di alleanze possibili solo in via sperimentale con liste civiche», afferma Di Stefano.