In un periodo di fragilità interno al Movimento 5 Stelle (con il vicepremier Luigi Di Maio contestato dalla base e da Davide Casaleggio) così come nelle opposizioni (con l’addio di Giovanni Toti a Forza Italia e i dubbi di Mara Carfagna, e come nel Partito Democratico dove continuano le diatribe tra Matteo Renzi, Nicola Zingaretti e Carlo Calenda), il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha l’occasione per rafforzare la sua leadership.

Intervenendo questa mattina a Radio24, Salvini ha attaccato il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli: «Non mi sembra all'altezza – sostiene Salvini - di gestire le infrastrutture di un Paese bello ma difficile come l'Italia». Sulle prossime mosse del governo, Salvini non vuole «regalare agli italiani altri mesi di litigi, polemiche, insulti. Sulla Tav si è perso anno, così come sulla Riforma della Giustizia o sull'Autonomia. Sul taglio delle tasse il dibattito è infinito. Se dovessi ritenere che non c'è più strada, non ne faccio una questione personale, bisogna prenderne atto».

Sulle proposte degli alleati pentastellati il leader del Carroccio controbatte: «Meglio tagliare il cuneo fiscale della flat tax? L'importante è che ci siano più soldi in busta paga e meno carico fiscale per le imprese» e ancora, «salario minimo proposto dal M5s? Prima viene il taglio delle tasse. Prima di ridistribuire bisogna crearla la ricchezza».

Ma è sul decreto sicurezza bis che il ministro dell’Interno incassa il maggior successo. Il senato ha dato il via libera al voto di fiducia che il governo aveva posto sulla riforma concernente il soccorso in mare e l’ordine pubblico approvata dall’esecutivo il 15 giugno. La norma era stata approvata dalla camera il 24 luglio e doveva essere tramutata in legge entro il 13 agosto. La fiducia è passata in serata con 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astenuti. Hanno votato a favore Lega e Movimento 5 stelle, mentre si sono astenuti Fratelli d’Italia e Forza Italia.