Le nuove sanzioni americane contro l'Iran, che prendono di mira anche la guida suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei ed il ministro degli Esteri Javad Zarif, chiudono definitivamente la porta alla diplomazia. Lo ha scritto su twitter il portavoce del ministero degli Esteri Abbas Mousavi, all'indomani della decisione di Washington di imporre ulteriori misure restrittive contro Teheran. «Le inutili sanzioni americane contro la guida suprema ed il comandante della diplomazia iraniana - ha denunciato il portavoce - rappresentano la chiusura definitiva del canale diplomatico. L'amministrazione disperata di Trump distrugge i meccanismi internazionali in vigore per preservare la pace e la sicurezza mondiali».

Secondo l'ambasciatore iraniano all'Onu, Majid Takht-e Ravanchi, che ha contestato le nuove sanzioni americane contro la Repubblica Islamica, gli Stati Uniti devono fermare la «loro guerra economica e il terrorismo contro il popolo iraniano». «La decisione degli Stati Uniti - ha detto nelle ultime ore in dichiarazioni riportate dai media iraniani - è un altro segnale di come l'America non abbia alcun rispetto per il diritto internazionale». «Non possiamo accettare intimidazioni o minacce da nessuno - ha aggiunto da New York, dove si è tenuta la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'Iran - Come possiamo avviare una qualsiasi forma di dialogo con chi ha come priorità imporre ulteriori sanzioni contro l'Iran?».

Per il consigliere alla Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, invece, dall'Iran arriva un silenzio «assordante», mentre la porta resta aperta per «veri negoziati» nonostante le accese tensioni.

In risposta alle parole di Bolton, e alle sanzioni americane, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha affermato che le nuove sanzioni statunitensi dimostrano che Washington «sta mentendo» sulle offerte di negoziati sull'accordo nucleare. «Proprio mentre offri nuove trattative lanci sanzioni contro il ministro degli Esteri? E' ovvio che stai mentendo», ha detto Rouhani in un incontro ministeriale trasmesso dalla televisione iraniana, riferendosi alle sanzioni annunciati contro il capo della diplomazia di Teheran, Mohammad Javad Zarif. I commenti del presidente arrivano dopo le dichiarazioni, a Gerusalemme, del consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton.

«Le sanzioni contro la Guida suprema del mio Paese sono vergognose e rappresentano un segno di ritardo mentale» ha detto ancora il presidente iraniano durante un incontro con vari ministri del governo di Teheran trasmesso dalla televisione. A detta del presidente, le offerte di trattative da parte americana non possono essere prese sul serio: «Senza Zarif non c'è diplomazia», ha aggiunto Rouhani, riferendosi al fatto che le nuove misure degli Usa colpiscono anche il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, oltreché la Guida suprema Ali Khamenei. «Voi avete sanzionato centinaia di volte l'Iran, provate almeno una volta a imboccare la via giusta», ha affermato ancora Rouhani secondo la sua pagina Internet.

Anche la Russia contesta l'approccio degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran, con cui vorrebbe dialogare ma tenendo una "pistola puntata", rappresentata dal nuovo round di sanzioni imposte ieri. «Queste nuove misure senza precedenti - ha denunciato il vice ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Ryabkov, citato dall'agenzia Sputnik - mostrano quello che valgono le dichiarazioni degli Stati Uniti, secondo cui sono interessati a dialogare con l'Iran». Per Ryabkov, le sanzioni di ieri, che prendono di mira anche la Guida spirituale Ali Khamenei, di fatto «annullano» i messaggi di presunta disponibilità al dialogo di Washington. «Non si può negoziare con la pistola puntata», ha scandito il numero due della diplomazia di Mosca.

L’iran, intanto, ha svelato nuove informazioni che secondo Teheran dimostrerebbero come il drone americano abbattuto la scorsa settimana sia entrato nello spazio aereo della Repubblica Islamica. Per gli Stati Uniti il drone è stato abbattuto mentre sorvolava acque internazionali. Immagini radar sono state mostrate dall'ambasciatore iraniano all'Onu, Majid Takht-e Ravanchi, che nelle ultime ore ha parlato a New York con i giornalisti a margine della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per discutere della situazione nella regione su richiesta americana. Al Consiglio di Sicurezza sono state fornite «informazioni inconfutabili», ha detto il diplomatico, in dichiarazioni riportate dai media iraniani. «L'Iran aveva tutto il diritto di partecipare a quella riunione dal momento che il suo spazio aereo è stato violato da due droni spia americani - ha incalzato - Purtroppo ci è stato negato questo diritto». Per l'ambasciatore, la riunione è stata un "briefing unilaterale" e «gli Stati Uniti abusano della loro posizione in quanto membro permanente del Consiglio per sviare il Consiglio di Sicurezza e portare avanti la loro politica anti-iraniana».