Matteo Salvini, vicepremier italiano e leader della Lega, vola negli Stati Uniti per chiedere udienza a Donald Trump e presentare le posizioni che vorrebbe adottare con il governo per l’Italia nei confronti della UE a cominciare «dai problemi che si stanno vivendo all'interno dell'Ue».

«Faccio parte di un governo che in Europa non si accontenta più delle briciole», sostiene il leader lombardo, e al contempo ha espresso il desiderio per l’Italia di «tornare a essere nel continente europeo il primo partner della più grande democrazia occidentale» ma, al contempo, sostiene che «sarebbe un errore strategico sia commerciale sia geopolitico allontanare la Russia dall'occidente», come ha espressamente detto al vice presidente degli Stati Uniti d’America, Mike Pence, e al segretario di Stato Mike Pompeo.

Nello scontro con l’Unione Europea il vicepremier ribadisce la volontà di realizzare la flat tax convincendo o meno l’Unione. «Possiamo decidere come modularla negli anni – sostiene - ma un taglio delle tasse ci deve essere assolutamente. Convinceremo la Ue con i numeri, la cortesia, altrimenti le tasse le taglieremo lo stesso, e la Ue se ne farà una ragione».