Polemiche in Sardegna, a pochi giorni dalle elezioni amministrative sull’isola (28 comuni per 390mila abitanti, Cagliari compresa) infuria la polemica sulla legge proposta dal presidente della regione.

Le opposizioni accusa la nuova amministrazione di voler reintrodurre i vitalizi pari a una rendita di 3-4 mila euro al mese, sostengono i maggior esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle nell’isola. Secondo il sindaco di Cagliari uscente Massimo Zedda «la spesa, a carico delle cittadine e dei cittadini, nel bilancio regionale, per il solo 2019 è pari a 1.149.984 euro, che si ripeterà per gli anni a venire di questa legislatura per un totale di 5.749.920 euro». Da Roma lo stesso Luigi Di Maio, vicepremier e leader pentastellato, sostiene che «Oggi nella splendida Sardegna, dove il centrodestra, dopo aver impiegato mesi per mettere su una giunta, la prima cosa che ha fatto è stata proporre una legge per reintrodurre i vitalizi! Noi li abbiamo tagliati ovunque e loro appena tornano al governo provano a rimetterli, cambiandogli nome e chiamandoli 'indennità differite'.»

Dura reazione del presidente Michele Pais del Partito Sardo d’Azione, secondo cui il centrodestra in Sardegna «non ha nessuna intenzione di ripristinare i vitalizi, anzi intende intervenire su quelli in essere adeguandoli al sistema contributivo come previsto dalla recente normativa approvata dallo Stato, né vuole istituire strumenti abusati nel recente passato».

Il centrodestra fa quadra attorno a Pais, con una nota congiunta di Dario Giagoni (Lega), Franco Mula (PSdA), Angelo Cocciu (Fi), Michele Cossa (Riformatori), Francesco Mura (Fdi), Gian Filippo Sechi (Udc), Valerio De Giorgi (Misto), in cui si ricorda che «il ruolo del presidente - ricordano in una nota congiunta - è quello di trasmettere alle commissioni permanenti le proposte di legge depositate senza entrare nel merito. Spetta poi alle commissioni e all'Assemblea emendare ed eventualmente approvare i provvedimenti».

La forza governativa accusa le opposizioni di bersagliare con la diffamazione il presidente alla vigilia del voto. Domenica le sfide più attese sono a Cagliari, Sassari e Alghero. Nel capoluogo il successore di Massimo Zedda (PD) verrà deciso tra la candidata dell’area di centrosinistra (7 liste), Francesca Ghirra, il candidato di Fratelli d’Italia e supportato da 10 liste di centrodestra e autonomiste Paolo Truzzu e il candidato ambientalista (Verdes, in sardo) Angelo Cremone. A Sassari si presenteranno invece sette candidati, Mariana Brianda per il centrosinistra, Mariolino Andria per il centrodestra, Maurilio Murru per i pentastellati, Marilena Budroni per la sinistra, Nanni Campus e Lino Mura con liste civiche e Giuseppe Salvatore Doneddu per i comunisti.