«Faremo ricorso al giudice del lavoro del tribunale di Palermo». Lo dicono gli avvocati Fabrizio La Rosa e Alessandro Luna, quest'ultimo è anche figlio della professoressa Rosa Maria Dell'Aria, la docente dell' istituto tecnico Vittorio Emanuele III, sospesa dall'Ufficio scolastico provinciale. «Stiamo valutando attentamente tutta la documentazione in nostro possesso - affermano i legali - e già entro dieci giorni depositeremo il ricorso con cui chiederemo l'illegittimità del provvedimento disciplinare. I motivi a supporto del ricorso, al quale allegheremo una corposa documentazione, verteranno sulla tutela dei diritti costituzionalmente garantiti della professoressa Dell'Aria. Desideriamo ringraziare quei colleghi si sono dimostrati solidali e disponibili nei nostri confronti», concludo gli avvocati.

Anche l'Unione Sindacale di Base si esprime sul caso della docente sospesa a Palermo: «In nessuna parte del contratto scuola, in particolare quando si definisce la funzione docente e la responsabilità disciplinare, troviamo tra i motivi di sanzione la mancata censura dei propri studenti, ma solo una vaga formulazione che parla di "vigilare sul corretto espletamento dell'attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelle proprie responsabilità”, che in nessun modo si può applicare alla scuola, in quanto gli studenti non sono sottoposti, a meno che il governo non voglia farli diventare dei piccoli Balilla, al servizio dello Stato, del governo o del docente di turno». «E' ormai evidente e palese - afferma Luigi Del Prete dell'esecutivo nazionale USB Scuola - che la decisione degli ispettori del provveditorato di Palermo è esclusivamente di natura politica: dare un segnale di compiacenza al governo e al ministro di turno, a pochi giorni dalle elezioni europee, in un momento di vacanza del posto di Direttore generale dell'USR Sicilia, fino a giungere al mancato rispetto degli obblighi di imparzialità dell'azione ispettiva". «Chiediamo al Ministro l'immediata verifica dell'azione ispettiva, che ha portato alla grave sanzione nei confronti della professoressa Dell'Aria e allo stesso Provveditore di annullare la sanzione, perché nessun codice deontologico o disciplinare e' stato violato", conclude Del Prete. Una petizione è stata lanciata da USB in solidarieta' alla professoressa dell'Aria e ha raccolto in meno di 24 ore oltre 25.000 firme, "che consegneremo simbolicamente al prefetto di Palermo durante il presidio di solidarietà che si terrà oggi dalle ore 16.30 all'esterno della prefettura di Palermo e successivamente direttamente al provveditore di Palermo, per ottenere la revoca della sanzione e restituire dignità ai quarant'anni di professione della prof.ssa Dell'Aria. L'appuntamento è per oggi, 17 maggio, alle 16 presso la prefettura di Palermo, in via Cavour, insieme agli studenti e a tutti i cittadini che reclamano la libertà di sviluppare ed esprimere il proprio pensiero critico», fa sapere il sindacato.

Fervono intanto  le dichiarazioni dal mondo politico: Matteo Salvini ha commentato la vicenda dicendo: «Non penso che sia opportuno che ci siano questi accostamenti irrispettosi». «Rispetto le idee di tutti. Mi sembra strano - ha detto _ che in una scuola il decreto sicurezza venga posto agli studenti come novella legge razziale di mussoliniana memoria. Mi sembra una forzatura sciocca, fuori dal tempo. La politica dovrebbe stare lontana dalla scuola, dovrebbe educare al confronto di idee diverse».

Sul fronte dell’opposizione il segretario Pd Nicola Zingaretti invita a sottoscrivere su Change.org una petizione a favore dell'insegnante sospesa a Palermo e scrive su facebook: «Cara professoressa Dell'Aria, il Partito Democratico sarà sempre al fianco degli insegnanti e della libertà di insegnamento. Siamo al suo fianco e chiediamo che torni presto in cattedra dai suoi studenti. Abbiamo lanciato questo appello che speriamo possano firmare in tanti».