A poco più di un mese dalle elezioni europee, Luigi Di Maio commenta nuovamente le posizioni dell’alleato Matteo Salvini per quanto concerne la politica migratoria. Se la gestione del caso della nave Diciotti è stata presa congiuntamente dal Governo (a cui aveva fatto seguito il voto negativo all’autorizzazione contro Salvini), il leader del Movimento 5 Stelle critica ora la politica dei porti chiusi dell’alleato, specie a seguito dell’intensificarsi del conflitto in Libia.

Il leader della Lega, davanti alla prospettiva di una nuova crisi umanitaria, aveva affermato: «Non cambia nulla sulle politiche migratorie per l'Italia. Qui si arriva con il permesso, coloro che scappano dalla guerra arrivano in aereo come stanno facendo. Ma i barconi, i gommoni o i pedalò nei porti italiani non arrivano».

Di Maio invece sostiene la chiusura dei porti solamente come misura occasionale. Aggiunge al Corriere della Sera: «È risultata efficace in alcuni casi, quando abbiamo dovuto scuotere l'Ue, ma è pur sempre occasionale. Funziona ora, ma di fronte a un intensificarsi della crisi non basterebbe».

La soluzione a simile problema deve essere preparata e strutturata a livello europeo, e proprio su questo tema il leader pentastellato rincara la dose su Salvini e gli alleati sovranisti, contrari alla redistribuzione dei migranti: «Sarebbe utile se convincesse Viktor Orban e i suoi alleati in Europa ad accettare le quote di migranti che arrivano in Italia – aggiunge infine - Sento troppo parlare di sovranisti, ma è troppo facile fare i sovranisti con le frontiere italiane».