Il disegno di legge sulla Legittima difesa e' legge: l'Assemblea del Senato ha infatti approvato il provvedimento, in terza lettura, con voti 201 favorevoli, 38 contrari e 6 astenuti. Il voto e' stato accolto dagli applausi della Lega e di parte dei M5s. In Aula il ministro dell'interno Matteo Salvini, il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e quello per l'Agricoltura Gianmarco Centinaio. Assenti i rappresentanti di governo del Movimento 5 stelle.

 

Per il ministro dell'Interno Matteo Salvini «Il 28 marzo 2019 e' un bellissimo giorno non per un partito ma per gli italiani. E' sancito definitivamente il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito in casa sua o nella sua azienda. Non si distribuiscono armi, non si legittima il far west, ma si aiutano i cittadini per bene. E' l'ennesimo risultato del Governo».

 

Rispondendo ai cronisti che gli chiedevano delle critiche o dei dubbi al provvedimento che sono arrivati, ad esempio, dall'Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale il ministro ha risposto « Critiche?Non c'è nessuna perplessità, per chi ha letto il testo» .

 

Salvini ha poi ringraziato «Grazie anche agli amici dei 5 Stelle e agli amici di Forza Italia e Fratelli d'Italia che hanno sostenuto questa battaglia di civiltà» ed ha aggiunto «Il fatto e' che e' stato votato a stragrande maggioranza tranne che dal Pd, tanto il Pd voterebbe contro qualsiasi cosa pur di dire di no a Salvini, alla Lega e al governo»

 

Il ministro Salvini ha rivolto un saluto particolare alla parte dell'emiciclo occupata dai senatori del Carroccio con un gesto di ringraziamento, ha fatto il gesto delle mani giunte e un piccolo inchino.

 

Il ddl approvato modifica l'articolo 52 del Codice penale e prevede, oltre alla proporzionalità della difesa rispetto all'offesa, che la difesa sia "sempre" legittima nel caso in cui un privato cittadino si trovi "costretto dalla necessità" di difendere un diritto proprio o altrui.


Nel dettaglio, il testo a firma Andrea Ostellari, il senatore leghista che ha messo a punto il testo base da cui si è partiti al Senato, prevede, con un comma aggiuntivo rispetto a quanto prevede ora l'articolo 52 del Codice, che nei casi di violazione del domicilio o l'intrusione in un luogo di lavoro (negozio o azienda che sia) agisce "sempre" in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l'intrusione con violenza, minaccia di uso di armi e di altri mezzi di coazione fisica.


In questi casi, se la persona che si difende utilizza un'arma legittimamente detenuta o un altro mezzo idoneo a difendersi, sussiste "sempre" il rapporto di proporzione tra difesa e offesa. Previsto anche l'aumento della pena per chi viola il domicilio, che con l'aggravante rischia fino a 6 anni di carcere. Al momento, il Codice penale prevede una pena da sei mesi a tre anni di carcere, mentre il nuovo ddl la fa crescere nel minimo (si passa a un anno) e nel massimo (quattro anni).


Per coloro che commettono il fatto con "violenza sulle cose, alle persone" o armati la pena va da due a sei anni. Aumentano anche gli anni di pena per chi commette furti e scippi, che si alzano a un minimo di quattro anni e ad un massimo di sette (anziché tre e sei).


Novità anche per quanto riguarda i risarcimenti: una modifica al Codice civile stabilisce che l'aggredito non si possa trovare a subire cause di risarcimento per il danno né da parte dell'aggressore né dai suoi familiari. Per chi viene condannato per furto e violazione di domicilio, inoltre, la sospensione condizionale della pena sarà riconosciuta solo nel caso in cui venga pagato (integralmente) l'importo del risarcimento dovuto alla persona offesa. Infine, c'è anche il gratuito patrocinio per chi finisce sotto processo per aver reagito con le armi in casa propria contro i rapinatori.