Il decreto “Sblocca cantieri” potrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni. È quanto emerge dal confronto interno al Governo. Da una parte la Lega, che avrebbe voluto discutere subito le norme urgenti per la modifica del Codice Appalti, dall’altra il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ritiene necessari maggiori approfondimenti.

 

Il vicepremier Salvini ha detto « per me è pronto, quello che mi interessa è che arrivi presto in Consiglio dei Ministri» ed ha aggiunto «Nel nome della responsabilità bisogna fidarsi. Più lenta va un'opera pubblica, più complicato è avere una autorizzazione, più è facile che si infili qualche malintenzionato. Le norme rigide a volte aiutano i furbetti. Bisogna far bene e far veloce»
 

 

L'opposizione resta scettica, Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia in Senato, teme che la norma possa rimanere anche questa volta in una sorta di limbo a causa del confronto interno alle due fazioni di Governo.

Sulla necessità di far presto nei giorni scorsi è intervenuto anche Mario Occhiuto, delegato Anci a Lavori pubblici e Urbanistica e sindaco di Cosenza. Occhiuto ha affermato:«Il bisogno di un intervento emergenziale nasce da una semplice considerazione dei tempi troppo lunghi per la realizzazione delle opere pubbliche: quasi 4 anni per gli appalti minori (importi di lavori fino a 500mila euro), circa 7 anni per le opere di importo compreso tra i 500mila e i 50milioni di euro e fino a quasi 15 anni per gli appalti di valore più elevato».

La prima parte del decreto dovrebbe contenere la modifica del Codice Appalti, con una serie di misure per evitare i massimi ribassi e semplificare le procedure delle gare sotto soglia. Potrebbe inoltre scomparire l’obbligo di indicare la terna dei subappaltatori e, individuerà inoltre un primo elenco di opere da sbloccare, per le quali saranno nominati dei commissari straordinari.

 

Oltre ai diversi annunci del Governo sull’imminente arrivo del decreto urgente per far ripartire i lavori fermi, la riforma del Codice Appalti si gioca anche nel ddl delega approvato all’inizio di marzo.
 

Mentre si discute sull’impostazione da dare al decreto legge urgente e alla legge delega, un altro disegno di legge, ribattezzato “Sblocca Lavori” punta a rendere definitivi gli affidamenti diretti per i lavori di importo fino a 150mila euro. Al momento questa deroga è provvisoria e limitata al 2019.

Su tutto l'andamento del settore pendono inoltre le richieste formulate in occasione dello sciopero generale indetto dalle maggiori sigle sindacali.

 

Intanto al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con il Governo, il presidente delle Regioni Stefano Bonaccini ha detto«Un decreto legge che semplifichi e acceleri le procedure per sbloccare i cantieri è opportuno. Come Regioni abbiamo avanzato proposte e altre ne faremo nei prossimi giorni, ma tutto ciò che va in questa direzione rappresenta un fatto positivo»

 

Modifiche al Codice dei contratti pubblici; deroghe per le assunzioni nelle strutture regionali dedicate alla realizzazione degli interventi per accelerare l'utilizzo di tutte le risorse previste; attuazione dell'Accordo del primo dicembre 2018 in materia sanitaria che prevede un programma pluriennale di investimenti per le ristrutturazioni edilizie e l'ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie di 28 miliardi per il periodo 2021-2033. «Su questo occorre sbloccare la delibera di riparto al Cipe», ha detto Bonaccini.