I parlamentari britannici voteranno oggi sulla possibilità che la Gran Bretagna lasci l'Unione europea senza un accordo tra appena due settimane. Un voto che arriva dopo l’evidente sconfitta del piano per la Brexit della premier Theresa May. Ecco i possibili scenari del voto: secondo gli esperti l'Aula dei Comuni voterà contro l'ipotesi di Brexit senza accordo, una posizione che è cara soltanto ai Brexiteer più accaniti. May ha avvertito che una Brexit senza accordo potrebbe causare «un significativo choc economico». Se il "no-deal" verrà bocciato, il governo ha pianificato un ulteriore voto sulla Brexit per giovedì: in quell'occasione i Comuni decideranno se chiedere un rinvio del divorzio, previsto per il 29 marzo. May, su questo punto, ha sottolineato che «votare per uscire senza accordo o per un rinvio non risolve i problemi che stiamo affrontando». In caso questa eventualità venga approvata, i 27 stati membri Ue dovranno approvare il rinvio. I leader Ue si riuniranno il 21 e 22 marzo a Bruxelles. Secondo i media britannici, infine, c'è l'ipotesi che May possa chiedere un terzo voto sul suo accordo con l'Ue. Sempre oggi è prevista la  proposta alternativa, da parte di alcuni deputati, per il rinvio della Brexit fino al 22 maggio  e una serie di accordi ad interim con l'Ue fino al 2021. Proposte che non hanno trovato sostegno a Bruxelles dove il capo negoziatore Ue Michel Barnier ha detto che l'Unione non ha più nulla da offrire.  

«Il voto di ieri sera prolunga e aggrava una grande incertezza» ha dichiarato infatti il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit Michel Barnier parlando alla plenaria del Parlamento europeo. «La responsabilità sulla decisione della Brexit - ha aggiunto - è esclusivamente britannica e oggi la prima responsabilità per uscire dall'impasse ricade sul Regno Unito». Se continuano a voler uscire «l'accordo negoziato «è e resterà l'unico trattato disponibile. Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare».


Il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo ha sottolineato:  «Non vedo altre soluzioni se non l'accordo di recesso che abbiamo negoziato, questa resta la nostra posizione e non cambierà. La soluzione ora deve arrivare da Londra». «Barnier e Juncker - ha aggiunto - hanno fatto sforzi enormi per chiarire. Ora gli unici che possono dirci che strada seguire sono i parlamentari britannici».

Dopo la nuova bocciatura del piano sulla Brexit stretto con l'Unione Europea da Theresa May, il primo ministro britannico dovrebbe indire elezioni generali. Ne è convinto il leader del Partito Laburista, Jeremy Corbyn, che ha definito "morto" il piano sull'uscita dall'Ue dell'inquilina di Downing Street. Corbyn ha parlato alla Camera dei Comuni dopo che i deputati hanno respinto le proposte con 391 voti contrari e 242 favorevoli, un margine inferiore alla prima bocciatura del parlamento sul piano della May.
«Il governo», ha affermato il leader laburista, «è stato di nuovo sconfitto da un'enorme maggioranza e deve accettare che l'accordo è chiaramente morto e non gode del sostegno di questa Camera», ha detto Corbyn ai parlamentari, «Il contratto di governo del primo ministro si è concluso e forse è tempo di andare a elezioni anticipate per far scegliere alla gente da chi realmente vuole essere rappresentata». Ha aggiunto che un no deal sulla Brexit doveva essere «tolto dal tavolo» e il Labour continuerà a promuovere le sue proposte alternative sulla Brexit. Non ha però menzionato il sostegno del partito a un secondo referendum.

In caso di "no deal", la Gran Bretagna intende ridurre drasticamente i dazi e tariffe all'ingresso del Paese. Come ha reso noto il ministro britannico per il Commercio, George Hollingbery, le tariffe d'importazione saranno tagliati fino all'87%. Solo su prodotti agrari saranno posti dazi limitati, in modo da proteggere i produttori nazionali. Le nuove norme entreranno in vigore la sera del 29 marzo, se non si riuscirà a varare entro quella data un accordo per l'uscita "regolata" con l'Ue oppure se non passerà il rinvio della Brexit. Il nuovo sistema sui dazi sarà in vigore per 12 mesi, si spiega a Londra, in modo da evitare un improvviso balzo in alto dei prezzi di prodotti provenienti dalla Ue che andrebbe a colpire i consumatori britannici e per garantire la catena di approvvigionamento. Secondo i piani, Londra rinuncerà a controlli di dogana al confine con l'Irlanda.

Intanto, intervenendo a Roma a margine del convegno organizzato a Roma da Itinerari previdenziali, Ignazio Angeloni, componente del consiglio Vigilanza Bce, ha affermato che alla Bce «ci siamo preparati» alla Brexit e ora «stiamo lavorando con le autorità inglesi in modo da assorbire gli impatti» dell'uscita dall'Unione. «A livello di Vigilanza stiamo lavorando a un Memorandum of understanding su come regolare la questione delle filiali sia in entrata, sia in uscita», ha aggiunto, prevedendo «tempi rapidi" sulla questione. Più in generale «è una situazione molto difficile quella in cui si sono messi gli inglesi e la devono risolvere», ha concluso.

All’indomani della seconda bocciatura in parlamento dell'accordo sulla Brexit che la premier Theresa May ha negoziato con Bruxelles, la notizia è naturalmente protagonista sui principali giornali britannici. «Caos», «disfatta», «umiliazione», queste le parole che appaiono nei titoli di molti quotidiani. «May perde il controllo della Brexit», titola il Financial Times, secondo il quale l'autorità della premier è ormai «a brandelli». «Condotta alla disperazione», titola il Times accanto ad una foto della May che si allontana dal parlamento nella sua auto. Secondo il quotidiano conservatore, una delegazione di autorevoli Tory potrebbe chiedere alla May di dimettersi, aprendo alla possibilità di elezioni anticipate. «Un'altra sonora sconfitta per la May. E mancano solo 16 giorni alla Brexit», si legge sulla prima pagina del progressista The Guardian. «Mayhem» titola il tabloid Daily Mirror, con un gioco di parole fra il nome della premier e la parola inglese che indica panico e caos. La «Camera dei matti», scrive invece il quotidiano popolare Daily Mail, schierato a favore della May e la Brexit, che accusa i deputati di aver fatto precipitare il paese nel «caos». «Umiliante sconfitta» scrive il Telegraph, mentre il tabloid The Sun parla di «Horror Show».