Tra il 67 e il 69 per cento di consensi anche se ancora non sono completi i risultati dello scrutinio nel sud Italia: è la percentuale della vittoria di Nicola Zingaretti alle primarie, secondo i dati ufficiosi del suo comitato. Lo scrutinio è ancora in corso e nel pomeriggio si riunirà la commissione Congresso del Pd per i dati ufficiali. Le percentuali variano, anche se di poco, in base ai candidati: gli ultimi dati, resi noti in nottata da Roberto Giachetti, davano Zingaretti al 66,5%, Martina al 17% e Giachetti 16,5%.

In particolare, Secondo quanto si apprende sono stati 106.625 i votanti alle primarie del Pd nella città di Roma. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha ottenuto 83.067 preferenze, pari al 77,9 per cento dei votanti; Maurizio Martina 9.941 (9,3 per cento); Roberto Giachetti 13.617 (12,8 per cento).

«E' una vittoria dell'Italia che resiste e che vuole un altro tipo di futuro. C'era tanto scetticismo. Si parlava addirittura di una affluenza sotto al milione e invece è successo quello che io avevo percepito: una grande voglia di partecipazione di combattere, che ha veramente sorpreso tutti. Non me, perché da 8 mesi sono in macchina, in treno, in aereo, a girare per le strade e per le piazze d'Italia. Mi auguro che sia un Pd unito ed io farò di tutto perché sia così. Credo che dobbiamo tenere insieme due parole: unità e cambiamento per costruire un cambio di passo. Bisogna avere fiducia: Non dobbiamo far trovare un partito chiuso e rissoso a chi sta tornando. Quando ho detto 'fase costituente' è perché dobbiamo immaginare un luogo della partecipazione politica degno di questo secolo». Così Nicola Zingaretti, neo segretario del Pd, questa mattina al giornale Radio Rai (Radio1). Alla domanda di Paolina Meli che lo intervistava: «Quale sarà la sua prima azione da segretario? » Zingaretti ha risposto: «E' una sorpresa!».

Tra i primi commenti all’elezione di Zingaretti quello del senatore PD Matteo Richetti che, a 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24, ha affermato:  «Guai a perdere per strada qualcuno, tanto piu' chi ha guidato sia il partito sia il governo negli ultimi anni». Rispondendo alla domanda di un ascoltatore sul fatto che molti abbiano votato Nicola Zingaretti perché il più lontano da Matteo Renzi, l'esponente Dem ha spiegato: «Questa tornata delle primarie ha segnato innanzitutto una diffusa voglia di ripartire, forse anche con una rottura rispetto alla gestione del partito da cui veniamo». Poi, ha proseguito: «Ieri abbiamo chiuso la stagione in cui ci misuriamo sulla base della distanza da Renzi e dal renzismo, ma guai a perdere per strada qualcuno. Perché l'errore - ha concluso - non è stato avere Renzi alla guida, l'errore è stato per un anno discutere se Renzi doveva andare, continuare, uscire, entrare».

Secondo Carlo Calenda, alle europee «Zingaretti può far bene il lavoro di ricomposizione del partito, ma non basta: bisogna costruire un fronte ampio e largo. La tentazione in cui non cadrei è pensare che, visto che hanno votato tante persone, il PD può presentarsi da solo alle Europee e avere un buon risultato, cosa secondo me non vera». Lo ha detto su Radio Capital aggiungendo che un fronte largo che può puntare in alto: «Al 30%. Dobbiamo traguardare i risultati che abbiamo fatto alle elezioni regionali. Se allarghiamo e non ci chiudiamo nella nostra ristretta identità ce la possiamo fare». Allargarsi vuol dire «fare un lavoro di riconnessione con la società, un lavoro lungo e complesso- dice Calenda- Poi spero che Più Europa e Italia in Comune convergano in una lista comune, e adesso che il PD ha un segretario si potrà vedere se ci sono le condizioni per farlo». Un segretario che, assicura Calenda, non aprirà ai 5 stelle: «Non ci credo, Zingaretti sa perfettamente che il Pd non seguirebbe mai una strategia di questo tipo e che il corpo elettorale del PD la vede come una cosa giustamente assurda».

Anche Michele Emiliano, governatore della Puglia, ha commentato l'elezione di Nicola Zingaretti alla segreteria nazionale del Pd dichiarando: «Abbiamo voltato pagina. Zingaretti mi ha appena chiamato. Stiamo parlando del futuro del Mezzogiorno, delle infrastrutture in costruzione, dell'assenza di una linea ferroviaria che arriva a Matera capitale della cultura, della necessità di portare fino a Lecce alta velocità e autostrada. Ci auguriamo che il Pd e chi governa inizino un processo di cordialità e collaborazione». «Ho avuto la sensazione di una pacificazione con la sua elezione - ha aggiunto - Sono stato anni con la paura di essere messo in difficoltà dal mio stesso partito, con i dirigenti del Pd come attivisti contro la Regione Puglia. Ci siamo trovati in difficoltà drammatiche su Ilva, Tap, rapporto con il mondo della Scuola. Quando la Puglia ha firmato il referendum sul Jobs act quando siamo stati irrisi sul reddito di dignità». «Sono situazioni - ha concluso - che ci mettevano a una distanza siderale dal Pd».