«Non c'è alcun blocco della Tav, c'è solo una revisione del progetto con l'obiettivo di portare a termine il progetto». Lo ha detto a Mattino 5 il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. «Faccio e farò tutto il possibile perché la Tav si faccia, il progetto può essere rivisto e si possono risparmiare dei soldi - ha aggiunto -, ma il treno inquina meno e costa meno delle auto». Sui cantieri bloccati ha precisato: «Erano già fermi, spero ripartano prima possibile».  Il vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno  ha inoltre escluso che ci sia stato un accordo con i Cinque stelle per salvarlo dal processo in cambio del blocco della Tav, «è una sciocchezza planetaria», ha detto.

Il tema della Tav torna nell'aula del Consiglio regionale del Piemonte. All'indomani dell'approvazione alla Camera della mozione Lega-M5S, che chiede di ridiscutere integralmente l'opera, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha inviato una lettera al presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti. Nella lettera il governatore chiede di fare comunicazioni sulla Tav nella seduta di martedì, «anche al fine di verificare la possibilità di indire una consultazione popolare sull'opera».

«Ai referendum siamo sempre e comunque favorevoli» ha affermato Matteo Salvini, oggi in Sardegna, commentando la proposta del Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino di verificare la possibilità di indire una consultazione popolare sulla Tav. 

Durante la trasmissione Coffee Break di La7, la sindaca di Torino Chiara Appendino, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un fermo delle attività che il sistema imprese ha ventilato per protestare contro le decisioni dell'esecutivo sulla Torino-Lione ha affermato: «Sentir dire che un Governo vuole la recessione è poco credibile». «Conosciamo la posizione, più volte espressa e legittima, delle imprese sulla Tav – ha aggiunto -. C'è un contratto di Governo e mi sembra che la mozione ricalchi esattamente quanto scritto nel contratto di Governo». «Un sindaco ha il dovere di far sì che possano essere espresse tutte le legittime opinioni rispetto all'opera, la mia è nota da tempo, ho sempre detto di essere contraria - prosegue - ma non sono un ministro, non decido io delle sorti di un'opera che ha un impatto nazionale e internazionale. Ci sono persone contrarie e persone favorevoli - conclude - ed è giusto che ci sia spazio per entrambi e si dibatta nel merito, l'analisi costi-benefici ha permesso anche questo». 

Il "patto scellerato" su cui si basa il governo Conte «è ormai evidente: mantenere le poltrone a qualsiasi prezzo, sulla pelle di lavoratori, imprese, salute e ambiente. Negando la realtà, indifferenti alla recessione». E se la Tav Torino-Lione dovesse venire definitivamente abbandonata, andrebbero "in fumo" 4,2 miliardi di euro e 50mila posti di lavoro. Così, invece, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

Dal canto suo il leader di FI Silvio Berlusconi, in Sardegna per la campagna elettorale, ai microfoni di RaiNews24 ha dichiarato: «Ho parlato con Salvini, secondo entrambi si deve fare. Il No alla Tav significa da parte dei 5 stelle blocco alle infrastrutture, questa è la loro filosofia di Governo. Non vogliono creare ricchezza». «Serve mandare a casa gli incapaci, gli incoscienti e mettere alla guida del Paese persone che hanno la testa sulle spalle che hanno dimostrato di saper fare le cose», ha aggiunto. 

Infine secondo Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, intervenuto a 24Mattino in una nota della trasmissione, «Non c'è una sola opera bloccata in questo paese. C'è soltanto la Tav sospesa per capire se i tanti miliardi impegnati, possono essere spesi meglio per tutti gli altri cantieri sul territorio nazionale». «Nelle prossime settimane - ha aggiunto il ministro - approveremo un decreto con alcuni punti di modifica del codice dei contratti pubblici che sono quelli che veramente bloccano i cantieri e non permettono ai tecnici dei comuni di fare quella firmetta necessaria. Hanno paura di metterla nel modo sbagliato».