Questa mattina la commissione Vigilanza Rai si è riunita per ratificare la nomina a presidente della Rai di Marcello Foa, ma come preannunciato questa è stata bocciata. 22 pareri favorevoli, provenienti dalla maggioranza, e una scheda bianca, probabilmente appartenente al presidente della commissione, Alberto Barachini. Pd, Leu e Fi invece non hanno partecipato al voto. Assente, infine, un parlamentare del M5S. Ma il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non si arrende: «Foa deve andare avanti: io gli riconfermo la fiducia. È assurdo che Forza Italia dica no: tutto il centrodestra sia compatto». E mentre il segretario leghista incontra il presidente azzurro, Silvio Berlusconi, il cda dell’azienda di Viale Mazzini si aggiorna a domani. 

 

In tal modo, tuttavia, la nomina dell’ex direttore del Corriere del Ticino perde efficacia, in quanto la legge richiede il parere positivo di due terzi della commissione Vigilanza (almeno 27 voti). Foa potrà guidare il cda in maniera provvisoria in qualità di consigliere anziano. Nel frattempo il giornalista annuncia di rimettersi «alle decisioni dell’azionista»: «Prendo atto con rispetto della decisione della commissione di Vigilanza della Rai. Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel consiglio che mi è stato proposto dall'azionista. - scrive Foa - Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell'interesse della Rai». 

 

Per il viceministro leghista, tuttavia, la fiducia al giornalista va riconfermata: «Correttamente Marcello Foa ha detto si rimette ad ogni decisione del suo azionista: è stato indicato dal ministro dell'Economia, dal Governo. Il parere che darò sarà assolutamente di riconfermare la fiducia a Marcello Foa e poi finalmente tornare a lavorare, offrire un'informazione a tutti e per tutti - conclude il titolare del Viminale - cosa che non sempre la Rai ha fornito in questi anni».

 

È il vicepremier pentastellato invece a ventilare l’ipotesi di un’alternativa in seno alla commissione Vigilanza. Luigi Di Maio infatti, pur ricercando comunque una convergenza sul nome di Foa, apre alla possibilità di una nuova candidatura. «Va eletto un presidente della Rai: se ci sarà un'intesa tra le forze politiche su Foa è auspicabile che torni, - dice il capo politico dei 5S alla commissione Lavori Pubblici - altrimenti sono le forze politiche che siedono in commissione, nella loro interlocuzione, che possono trovare un'alternativa».

 

L’ex ministro delle Comunicazioni, già papabile per la presidenza della commissione, Maurizio Gasparri, parla invece di «metodo sbagliato»: «il candidato è stato bocciato e, dunque, va cambiato». Gli fa eco il segretario del Partito Democratico Maurizio Martina, che commenta: «Vogliono una Rai asservita ai comandi di Salvini e della Casaleggio. Il Parlamento ha detto no. La commissione di Vigilanza - aggiunge l’ex ministro alle Politiche agricole - ha fermato questo scempio orchestrato per avere un presidente funzionale ai voleri dei nazionalpopulisti». Secondo Federica Fornero di Leu, dal momento che «le opposizioni non hanno partecipato al voto, tranne il presidente Barachini, la nomina non è efficace», «il Cda dovrà prendere atto e nominare un altro presidente». «Ci sono già precedenti, non è il primo presidente Rai che non ha maggioranza», conclude. 

 

L’accusa del capogruppo del M5S alla Camera, Francesco d’Uva, parla di «ricostruzione del patto del Nazareno». Aggiunge poi il deputato pentastellato: «Forza Italia e Pd si sono schierati contro Marcello Foa: dal Pd te lo aspetti, ma da Forza Italia? È un colpo basso alla Lega». Nota congiunta da parte dei capigruppo della Lega alla Camera e al Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo: «Siamo dispiaciuti dell'asse Pd - Fi che cerca di fermare il cambiamento, sia del Paese che della Rai - si legge - Dal Pd non ci aspettiamo nulla, con Forza Italia invece siamo pronti a confrontarci perché sicuri che anche la Rai abbia bisogno di aria nuova».

 

Ma il segretario leghista stamattina ha incontrato Silvio Berlusconi presso l’ospedale San Raffaele di Milano. «Una visita di cortesia, durante la quale si è parlato anche della questione Rai - riferiscono fonti della Lega. «È stato un primo confronto di persona franco e pacato», spiegano ancora. E secondo fonti di Forza Italia nel corso del colloquio l'ex presidente del Consiglio ha confermato al vicepremier il no del suo partito alla nomina di Marcello Foa alla presidenza della Rai. Ma Salvini incalza: «Mi pare curioso che un movimento come Forza Italia che ha votato persone di diverso genere negli anni passati dica no ad una persona che ha cominciato a lavorare con Indro Montanelli. - afferma - Penso che Foa sia il massimo che si può ambire come presidente della televisione pubblica».