Nonostante l’opinione dominante evidenzi come questo governo veda le sue due componenti lavorare su binari diversi, questa mattina il ministro degli Interni Matteo Salvini e il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio hanno pubblicamente garantito che il sodalizio regge e continua a vele spiegate.

 

I due leader erano infatti entrambi ospiti dell’assemblea di Confartigianato, e quando il capo politico del M5S è entrato nell’aula è stato proprio il segretario della Lega ad accoglierlo. «Per evitare che i giornalisti dicano che non andiamo d’accordo – ha detto il capitano leghista – lascio il microfono a Luigi Di Maio, visto che è sua competenza». Il ministro di Via Veneto era atteso prima dell’arrivo di Salvini, che si è presentato fuori programma all’assemblea e ha preso la parola, ricevendo lunghi applausi dalla platea. «A Milano si dice “Il pasticciere faccia il pasticciere” – ha spiegato il titolare del Viminale – È questa la regola che voglio tenere ben salda nel cuore dell’attività di governo». Giunto ai temi economici, infatti, ha passato il microfono a Di Maio, sugellando con una stretta di mano la piena salute dell’accordo di governo. 

 

Nel suo discorso il ministro dello Sviluppo Economico ha ricordato la ferma intenzione di fare una legge sulle “pensioni d’oro”, spiegando che «la Camera è pronta ad abolire i vitalizi per gli ex parlamentari». «Diranno che sono pochi soldi – dice Di Maio – io non credo siano pochi soldi ma diciamo che lo Stato che in passato ha tolto ai cittadini per dare privilegi, oggi toglie i privilegi per dare ai cittadini».

 

Infuria su un altro fronte la crisi dei migranti. Matteo Salvini aveva risposto ieri a chi gli chiedeva se fossero stati dati ordini alla Guardia Costiera di non intervenire in caso di sos dai gommoni, suggerendo che la domanda dovrebbe essere rivolta a Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti che detiene le relative competenze. «Se così fosse – aveva aggiunto il segretario leghista – avrebbe il mio totale sostegno». Sul tema è dunque intervenuto proprio Toninelli questa mattina ai microfoni di Radio Anch’io: «La Guardia costiera opera in autonomia tecnico giuridica e non devo essere io a dire di rispondere oppure no – ha spiegato il ministro – ma secondo noi, in continuità con il governo precedente che ha giustamente rafforzato la guardia costiera libica, se uno dei gommoni ci chiama ma è in zona libica rispondiamo che non possiamo intervenire perché è in un’area a responsabilità giuridica non nostra». «Con Salvini – ha aggiunto Toninelli – ci sentiamo tutti i giorni». 

 

Sembra sbloccarsi tuttavia la crisi che vedeva coinvolti un cargo al largo di Pozzallo e la nave della ong Lifeline al largo di Malta. Il primo è stato accolto nel porto siciliano, dopo che per giorni aveva stazionato nelle acque antistanti. A premere per aprire il porto è stato il sindaco della cittadina, Roberto Ammatuna, che aveva rivolto un appello umanitario a Salvini affinché traesse in salvo i migranti bloccati sui ponti del cargo, visto anche il maltempo che ha interessato l’isola negli ultimi giorni.

 

Più sofferta invece la risoluzione del caso Lifeline. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato che – dopo aver sentito telefonicamente l’omologo maltese Joseph Muscat – la nave della ong attraccherà a Malta. «Coerentemente con il principio cardine della nostra proposta sull’immigrazione – spiega il premier – l’Italia farà la sua parte e accoglierà una quota dei migranti che sono a bordo della Lifeline, con l’auspicio che anche gli altri Paesi europei facciano lo stesso».

 

Esulta Matteo Salvini, che su Twitter scrive «E due!». «Dopo la ong Aquarius spedita in Spagna – si legge nel post del ministro dell’Interno – ora tocca alla ong Lifeline che andrà a Malta, con questa nave fuorilegge che finalmente verrà sequestrata». «Per donne e bambini – conclude Salvini – davvero in fuga dalla guerra le porte sono aperte, per tutti gli altri no!».