Si è svolto ieri il secondo turno delle elezioni amministrative, che da nord a sud coinvolgeva moltissimi comuni e diverse città capoluogo. Lo scenario politico locale esce completamente trasfigurato dall’intera tornata, segnando la definitiva débâcle del centrosinistra e del Pd, sconfitti anche in quelli che tradizionalmente vengono considerati "feudi rossi". Canta vittoria il centrodestra a trazione salviniana, che nelle più disparate forme (con i simboli regolari o con liste civiche, unito fin dal primo turno o apparentatosi al secondo) ha conquistato larga parte delle giunte comunali che saranno attive nei prossimi 5 anni. Risultato soddisfacente anche per il M5S, altra componente importante del governo in carica formatosi appena qualche settimana fa.

La Toscana è il simbolo del tracollo della sinistra. L’ultima regione "rossa" d’Italia è stata battuta durante le ultime settimane chilometro per chilometro dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che è riuscito a portare alla vittoria il leghista Francesco Persiani espugnando Massa, strappandola al secondo turno al sindaco uscente Alessandro Volpi, del Pd. Vittoria azzurra anche a Pisa, dove vince Michele Conti, espressione di FdI e Lega ma appoggiato anche da Forza Italia. Mentre Siena, che data l’assenza del M5S dalla competizione ha visto uno scontro agguerrito fra gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, ha scelto di abbandonare il sindaco uscente Bruno Valentini per far entrare a palazzo di città Luigi De Mossi, anche lui proveniente dal centrodestra.

Un altro comune sotto i riflettori era sicuramente quello di Imperia. Qui infatti la competizione era tutta interna al centrodestra. Da una parte Luca Lanteri, scelto dal governatore Giovanni Toti per portare i simboli del centrodestra, dall’altra Claudio Scajola, già ministro e sostenuto da diverse liste civiche. Penetrante era stato l’intervento di Silvio Berlusconi, che ha preferito non concedere il simbolo ufficiale di Forza Italia contro quello che fu suo uomo fidato. Scajola ha dimostrato di non aver bisogno dei simboli del centrodestra per guadagnare la fiducia dei suoi concittadini, e dopo la vittoria così commenta: «Ho vinto da solo contro il resto del mondo». 

Occhi puntati anche su una delle roccaforti del M5S, Ragusa. Il comune siciliano fu infatti il secondo capoluogo a essere conquistato dai grillini dopo quello di Parma con Federico Pizzarotti. Dopo 5 anni, l’amministrazione uscente di Federico Piccitto cerca la riconferma con la candidatura di Antonio Tringali, che però si scontra contro quella di Peppe Cassì. Esponente di liste civiche provenienti da destra e sinistra e supportato da FdI, l’avvocato che fu cestista glorioso della squadra locale è adesso sindaco di Ragusa. Una debacle grillina che conta diverse migliaia di voti perse. 

È Imola invece il simbolo del successo pentastellato. La candidata del partito di Luigi Di Maio, Manuela Sangiorgi, batte Carmen Cappello scelta dal centrosinistra. Una vittoria importante che espugna un feudo in mano alla sinistra da 73 anni e che vede nei confronti del candidato ora vincente anche l’appoggio dei leghisti locali. Sempre in Emilia, regione tradizionalmente simbolo del potere "rosso", il Pd riesce a incassare una vittoria nel comune di Salsomaggiore, dove il candidato Filippo Frittelli ha vinto il ballottaggio. 

Un centrosinistra diviso porta alla sconfitta del Pd a Ivrea, dove la spunta il candidato del centrodestra Stefano Sertoli, in rimonta contro il dem Maurizio Perinetti. Risultato storico per il movimento anche ad Avellino, dove Nello Pizza, il candidato del centrosinistra che al primo turno aveva ottenuto il 49% (mancando per un punto, quindi, la vittoria immediata), è stato sconfitto dal pentastellato Vincenzo Ciampi. Interessante la sfida di Terni, dove le due compagini del governo gialloverde si scontravano al ballottaggio: la vittoria, infine, è andata al candidato del Carroccio Leonardo Latini, che con il 63 per cento surclassa il pentastellato Thomas De Luca. Derby simile a quello imperiese anche per Viterbo, dove il candidato regolare dei partiti di centrodestra, Giovanni Arena, riesce però ad avere la meglio sulle liste civiche della stessa area. 

Il Pd incassa un’altra vittoria a Brindisi: Riccardo Rossi è il nuovo sindaco nonostante i dieci punti che lo staccavano in partenza dal suo sfidante. I dem danno segni di vita anche ad Ancona, dove con il 62% viene riconfermata l’uscente Valeria Macinelli, che sfidava Stefano Tombolini del centrodestra. Vittoria rossa anche a Teramo, che vede vincere Gianguido D’Alberto su Giandonato Morra, espressione del centrodestra. Cadono tuttavia Sondrio e Cinisello: la prima con un risultato già ampiamente previsto dai dati del primo turno, la seconda invece con un esito che conferma la caduta delle roccaforti del centrosinistra.

In Sicilia, oltre il caso di Ragusa, interessanti sono quelli di Messina e Siracusa. Nella città dello Stretto, infatti, il candidato civico di area Udc Cateno De Luca riesce a battere quello del centrodestra, mentre nella patria di Archimede trionfa Francesco Italia, espressione del centrosinistra, schiacciando Paolo Ezechia Reale del centrodestra.

Al voto sono anche andati i cittadini romani del III municipio: qui il M5S del sindaco Virginia Raggi era uscito dalla competizione già alla fine del primo turno, mentre la vittoria finale è di Giovanni Caudo, dal centrosinistra, che batte Francesco Maria Bova del centrodestra.

Drammatici rimangono tuttavia i dati dell’affluenza. Nella penisola la media alla chiusura delle urne si attesta attorno al 47,6%, in calo di 13 punti rispetto al primo turno. Situazione peggiore in Sicilia dove la media dell’isola si ferma a 40,1%