«Fatto il governo, bisogna fare le commissioni», direbbe qualcuno parafrasando il celebre adagio attribuito a Camillo Benso Conte di Cavour. Entrambi i rami del parlamento, infatti, non hanno finora lavorato a pieno regime proprio per via dello stallo sulle commissioni, l’unità minima su cui si fonda la produttività delle camere. Ma oggi è stato il giorno buono, e le due forze di governo, Lega e M5S, hanno fatto incetta di poltrone grazie al loro accordo e al loro strapotere in termini di numeri.  Nessuna di queste, a differenza di quanto avviene secondo la tradizione parlamentare e la prassi costituzionale, è stata affidata alle opposizioni: i partiti di maggioranza hanno infatti “monopolizzato” le 28 presidenze di commissioni di Camera e Senato. 

Le camere sono dunque finalmente pronte a partire, a quasi cento giorni dalle elezioni del 4 marzo. 17 le presidenze affidate agli azionisti maggioritari del governo gialloverde, i pentastellati, e 11 agli alleati leghisti; nello specifico, il M5S presiederà 9 commissioni alla camera bassa e 5 alla camera alta, mentre la Lega 5 a Montecitorio e 5 a Palazzo Madama. Non c’è spazio per le opposizioni, a parte sporadici esempi per quanto riguarda le vicepresidenze, come nel caso di Piero Fassino per la commissione Esteri del Senato. I partiti della minoranza adesso chiedono di ottenere ciò che è rimasto, ovvero la guida del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che si occupa dei servizi d’intelligence, la Commissione di vigilanza Rai e la Commissione antimafia. Tuttavia per le caselle ancora da riempire si prospetta uno stallo. Il Pd non ha ancora indicato i propri commissari, nell’attesa che si pervenga ad un accordo sulla presidenza del Copasir. 

Le commissioni strategiche che si occupano di Bilancio sono state assicurate alla maggioranza, che le controlla tramite Claudio Borghi della Lega alla Camera e Daniele Pesco del M5S al Senato. Quelle delle Finanze sono anche nella cassaforte del governo, per il tramite del senatore leghista Alberto Bagnai e della deputata grillina Carla Ruocco. A guidare la commissione di Palazzo Madama che si occupa di Industria, Commercio e Turismo ci sarà Gianni Girotto del movimento, mentre a quelle riguardanti il Lavoro ci penseranno il leghista Andrea Giaccone e la M5S Nunzia Catalfo, rispettivamente per Camera e Senato. Mauro Coltorti dal partito di Luigi Di Maio guiderà la commissione Lavori pubblici della camera alta, mentre nell’altro ramo ci sarà Alessandro Manuel Benvenuto dal partito di Matteo Salvini a presiedere i deputati che si occuperanno di Ambiente e Lavori Pubblici. Per le Attività produttive arriva invece la deputata Barbara Saltamartini della Lega. I gruppi che lavoreranno sulle riforme nella commissione Affari Costituzionali saranno presieduti dal leghista Stefano Borghesi per il Senato e dal pentastellato Giuseppe Brescia per la Camera. Giulia Sarti (M5S) e Andrea Ostellari (Lega) andranno alla Giustizia rispettivamente per Montecitorio e per Palazzo Madama, mentre per l’Istruzione ci sarà l’on. Mauro Pittoni dal partito di Via Bellerio, con un contraltare del partito di Grillo, il senatore Luigi Gallo, che occuperà lo scranno più alto della commissione Cultura. Doppia presidenza pentastellata per le commissioni Esteri, con Vito Petrocelli e Marta Grande. Di Difesa si occuperanno Donatella Tesei per i verdi e Gianluca Rizzo per i gialli. Le commissioni delle Politiche Ue saranno invece guidate da due pentastellati, il senatore Ettore Licheri e il deputato Sergio Battelli. Il 5s Pierpaolo Sileri è stato scelto per presiedere la commissione senatoriale a cui viene affidata la materia della Sanità. Eletti il leghista Alessandro Morelli per la commissione Trasporti e la grillina Vilma Moronese per Territorio e Ambiente, il primo per la camera bassa e la seconda per quella alta. Per le commissioni Agricoltura ci saranno il deputato del M5S Filippo Gallinella e il Senatore della Lega Giampaolo Vallardi. Alla deputata grillina Marialucia Lorefice va invece la presidenza della commissione Affari Sociali di Montecitorio.