Si è svolto ieri sera a Berlino un incontro fra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Primo punto all’ordine del giorno la lotta alla povertà, con il premier italiano che definisce il tema del reddito di cittadinanza come «una priorità per l’Italia». E tutti questi del resto non sono altro che incontri preparatori alla sfida reale che si terrà in occasione del Consiglio Ue in programma alla fine di giugno. 

La proposta del governo italiano è quella di istituire un fondo ad hoc col favore della Merkel, che dopo aver riconosciuto «un problema di disoccupazione giovanile» nel nostro Paese, ha dato buoni segnali circa il supporto che la Germania può dare all’Italia in termini di tecnica e di esperienza riguardanti i centri per l’impiego.

Lo conferma lo stesso presidente del Consiglio, «L’Europa è essenziale, dia prova di concreta solidarietà» dice Conte, indicando che anche dalla Germania «possono arrivare utili strumenti». La manforte giunge dal vicepremier Luigi Di Maio che prende le distanze da un Matteo Salvini monotematico sui migranti e insiste sul tema del lavoro, elogiando la nazione tedesca per il favore mostrato nei confronti del Bel Paese. «Va bene occuparsi di immigrazione – chiosa il leader pentastellato – ma prima di tutto dobbiamo occuparci di italiani che non hanno da mangiare». 

In conferenza stampa Conte fornisce anche dei dati. L’emergenza assoluta riguarda «445mila bambini sotto i 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila persone senza fissa dimora». «Questi dati – commenta il premier – non possono lasciare indifferenti». È questa dunque la parte dell’agenda di governo che esalta i temi più cari alla componente pentastellata, facendo da contraltare al roboante clamore mediatico che promana dagli azionisti leghisti. Il presidente del Consiglio suggerisce dunque di «orientare i fondi europei per rendere più competitivo il nostro Paese». «L’unione economica e monetaria – esorta ancora Conte – venga riformata facendo avanzare la condivisione dei rischi e tenendo conto che la convergenza nell’area dell’euro è ancora insufficiente». 

La priorità concessa dal capo del governo al tema della povertà non permette però di cedere sull’emergenza migranti. Il presidente del Consiglio stimola ancora una soluzione condivisa da tutti i Paesi membri della Ue, avvertendo che altrimenti «è a rischio Schengen». «Occorre – spiega Conte - contrastare questi indegni traffici di esseri umani, controllare più efficacemente le frontiere esterne e gestire anche i problemi legati ai movimenti secondari dei richiedenti asilo». Buone parole per il partner tedesco, «L’Europa deve cambiare prospettiva e la Germania ne è consapevole – dice il capo dell’esecutivo – altrimenti la gestione del fenomeno dell’immigrazione è destinata ad essere fuori controllo». 

E anche dalla Merkel l’avvocato propone quanto già portato all’attenzione del presidente Emmanuel Macron: «la proposta di riforma di Dublino è superata dai fatti» afferma infatti Conte, che ribadisce la necessità di istituire degli hotspot direttamente nei paesi africani interessati dai flussi migratori. «La posta in gioco per l'Europa è altissima – conclude il professore - i temi dell'immigrazione e della governance economica dell'Ue possono e devono essere occasione per pervenire a costruire un'Europa più forte e più equa che possa rispondere ai bisogni primari dei cittadini».