Infuria la bufera sulla crisi dei migranti. Il governo non arretra ed è previsto per questa sera un incontro fra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Si parlerà, ovviamente, anche di migranti, in un momento in cui la posizione della lady di ferro, madrina della Ue, scricchiola e non poco. Il suo ministero degli Interni, infatti, non si attesta sulle stesse posizioni del capo del governo, preferendo invece creare un asse con il suo omologo italiano, Matteo Salvini. Proprio il leader della Lega annuncia inoltre un incontro con Papa Francesco in programma per questa settimana. «È per me una grande gioia – ha affermato l’inquilino del Viminale -, sulla questione migranti giustamente lui parla alle anime, parla del bene supremo di tutti». 

«Noi che siamo più piccoli – spiega ancora Salvini – ai rifugiati garantiamo i diritti, ma a coloro che non scappano dalla guerra diciamo che non c’è posto». Il pontefice aveva infatti detto la sua in un tweet pubblicato due giorni fa, nel quale invitava all’accoglienza dei migranti. Il web aveva reagito con un’ondata di critiche e la provocazione consueta che invitava la Chiesa ad ospitare i rifugiati nei suoi edifici.

Sulla questione prende posizione anche il presidente della Camera, Roberto Fico, che interviene duramente contro il presidente ungherese Viktor Orbàn: «Chi non vuole le quote deve avere le multe – dichiara la terza carica dello Stato durante un convegno a Napoli – Quindi se Orbàn non vuole le quote deve essere multato». Le linea è simile a quella di Salvini, che in un tweet aveva già ricordato la necessità che tutti i Paesi della Ue si facciano carico dei flussi migratori. «Lo Stato torna a fare lo Stato – si legge nel profilo del ministero degli Interni – salveremo sempre le vite umane, ma chiederemo alle nostre navi di stare più vicine alle coste italiane».  

E ieri Matteo Renzi, ospite di Lucia Annunziata a ½ h in più, aveva ammonito il leader del partito di Via Bellerio, accusandolo di aver fatto «il bullo con 629 disgraziati». L’ex segretario del Pd aveva inoltre ricordato come le politiche di Salvini potrebbero tendere a isolare l’Italia e che – comunque - «una vita non può valere un milione di like». Provocatoria come di consueto la risposta del capitano leghista, che sui social scrive «A Renzi non ho tempo per rispondere: gli hanno già risposto gli italiani mandandolo a casa!». 

Il vicepremier, tuttavia, oggi rincara ancora la dose e si scaglia contro i rom, con affermazioni che hanno suscitato molto scandalo in certi ambienti dell’opinione pubblica. «Al ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione rom in Italia – annuncia Salvini – perché dopo Roberto Maroni non si è fatto più nulla». Intervistato da TeleLombardia, il ministro annuncia «una ricognizione sui rom in Italia», un censimento insomma, che possa permettere l’espulsione degli stanieri irregolari. «Ma i rom italiani – conclude Salvini – purtroppo te li devi tenere a casa». In realtà molti di loro provengono dalla Romania, Paese membro della Ue, e in quanto cittadini europei non possono essere espulsi dall’Italia.

A Salvini risponde l’ex premier: con un tweet Paolo Gentiloni afferma «Ieri i rifugiati, oggi i rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo». Ancora contro il segretario federale si scaglia Carlo Stasolla, presidente dell’associazione “21 luglio”, impegnata nella tutela dei diritti delle comunità rom e sinti. «Il ministro dell’Interno – avverte Stasolla – sembra non sapere che in Italia un censimento su base etnica non è consentito dalla legge. Inoltre – spiega ancora il presidente di “21 luglio” – esistono già dati e numeri su chi vive negli insediamenti formali e informali e i pochi rom irregolari sono apolidi di fatto, quindi inespellibili». «Ricordiamo anche – conclude Stasolla – che i rom italiani sono presenti nel nostro Paese da almeno mezzo secolo».