Come già annunciato ieri, è in corso oggi un incontro fra il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. Nonostante lo strappo provocato dalla questione migranti e dalla vicenda della nave Aquarius, il passo indietro dell’Eliseo ha permesso una distensione dei rapporti e la conferma di un colloquio che pareva ormai non avere più speranze di essere tenuto. Invece il pranzo è in corso e rappresenta l’opportunità di una nuova stagione nei rapporti fra Roma e Parigi, che potrebbero volgere verso una stretta collaborazione su diversi temi finora lasciati senza una soluzione. Nonostante ciò, le divergenze fra i due Paesi rimangono profonde, specie se si considerano le pretese di entrambi su medesime aree di influenza. Conte è arrivato in Francia poco prima delle 14:00, quindi si è recato all'Eliseo per incontrare il presidente Macron. 

Ma di cosa parleranno i due leader a pranzo oggi? La prima questione, sicuramente la più calda, è proprio quella dell’immigrazione. Secondo quanto riportano i principali media, il presidente italiano porterebbe sul tavolo l’ipotesi degli hotspot nei paesi di partenza, quindi nel nord Africa: in Libia, in Niger e in altri paesi della zona, gli hotspot potrebbero evitare le partenze e così evitare anche che molte persone rischino la vita nel Mediterraneo. 

Conte evidenzierà anche che la crisi dei migranti non è un problema italiano, ma un problema che interessa tutta l’Unione Europea. E che in tale chiave vanno rivisti i sistemi messi a punto con il trattato di Dublino. In questo senso si è pronunciato Matteo Salvini, dichiarando un’alleanza con i ministri degli Interni austriaco e tedesco, nonostante la contrarietà di Angela Merkel. Sempre in questo senso dunque la linea elaborata da Macron e Conte potrebbe operare una sintesi che incontrerebbe i favori della cancelliera. 

Si avvia a risoluzione anche un altro panorama, quello degli interessi commerciali dei due Paesi nel nord Africa. Recentemente Fincantieri e Stx hanno stretto un’intesa, arrivata però dopo annose questioni sulle quali anche Macron, dopo la sua elezione, era intervenuto. Uno stop agli affari francesi in Africa è tuttavia arrivato con i recenti guai giudiziari di Vincent Bollorè, il numero uno della holding Vivendi, molto impegnata nel continente nero. 

Ma gli interessi dei due Paesi tornano a confliggere in scenari come quello del Niger, dove già il governo Gentiloni aveva condotto un’offensiva diplomatica volta ad ottenere per via militare una riduzione dei flussi migratori. L’ex presidente del Consiglio aveva ricevuto l’approvazione delle camere, ma le autorità locali hanno bloccato il piano. Su quest’ultima decisione però aleggia lo spettro della forte presenza francese in quella che fu sua colonia.

Le questioni sul continente africano sono diverse. C’è la Libia, in cui la Francia ha sempre manifestato un particolare attivismo: da Nicolas Sarkozy e la decisione di eliminare l’allora dittatore Gheddafi, fino alle recenti iniziative di Emmanuel Macron per avvicinare i leader delle varie correnti di potere libiche. Secondo alcuni, inoltre, l’Eliseo intratterrebbe stretti rapporti con le milizie del generale Haftar, contrarie al governo “regolare” sostenuto dalla comunità internazionale e dal nostro Paese. C’è la Tunisia, dove l’Italia ha lentamente scalzato la Francia nel suo ruolo di partner privilegiato. I rapporti commerciali fra Roma e Tunisi crescono, tanto da costringere il presidente francese a recarsi a Tunisi per riparare. Ma nella capitale tunisina andrà in visita anche Matteo Salvini, pronto a far impallidire a suo favore anche i rapporti fra l’Egitto di Al Sisi e la Francia

Anche il fronte comunitario tuttavia vede i due Paesi giocare ruoli fondamentali nel futuro dell’Unione Europea. Quella di Macron è una forza politica che si è affermata in contrapposizione all’euroscetticismo di Marine Le Pen, incarnato in Italia da Matteo Salvini. Tuttavia questo governo nato nel solco del cambiamento delle regole europee potrebbe trovare nel ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi il perno su cui riformare l’Europa nello stesso senso in cui vorrebbe andare anche Macron, portando quindi i due paesi a fare da capofila verso una nuova Ue.  

Altre divergenze possono però essere registrate nel rapporto con Donald Trump. Il presidente Conte ha rotto il fronte europeo unito sulla questione dazi, cercando in Canada un rapporto privilegiato con l’inquilino della Casa Bianca. Macron conosce bene Trump, e dopo l’incontro a Washington sembra che la fiamma si sia spenta