Le estenuanti ritualità degli ultimi 80 giorni hanno abituato i commentatori della scena politica a iniziare la giornata alle ore 9, con l’apertura dei mercati e i dati dello spread. Ma da domenica qualcosa si è rotto nel rigido meccanismo formale che guida i tempi della politica, e gli episodi si rincorrono ormai senza seguire alcuno schema, accumulando un colpo di scena dopo l’altro. E infatti questa mattina, prima ancora che i mercati potessero aprire, si apprende che il presidente del Consiglio incaricato si trova nuovamente al Colle, a colloquio con il Presidente della Repubblica. «Un incontro informale» ci tengono a precisare fonti del Quirinale, organizzato a quanto pare per decidere se prendere del tempo.

Ci sarebbe infatti una nuova ipotesi all’orizzonte. Non inedita a dire il vero, ma un’ipotesi che sembrava definitivamente tramontata: un’ultima chiamata per un governo politico basato non più solamente su Lega e Movimento 5 stelle, ma stavolta anche da Fratelli d’Italia. Dopo lo scontro che il capo politico del M5s aveva portato contro Sergio Mattarella nei giorni scorsi, lo stesso Luigi Di Maio ha annunciato che l’ipotesi della messa in stato di accusa non è più sul tavolo. Quindi diverse fonti hanno confermato la riapertura delle trattative. Si aggiunge Giorgia Meloni che – pur rimanendo critica nei confronti dell’atteggiamento del Quirinale che sta «dando l'incarico pure a Peppa Pig, però al centrodestra no»  dichiara di voler fare un atto di responsabilità collaborando con il Colle per portare il Paese alle elezioni. Dello stesso avviso sembra essere il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, che intervenendo nei vari eventi elettorali organizzati in vista delle prossime amministrative ha fatto sapere la sua. Il leader del centrodestra si dice disponibile a soluzioni di emergenza che possano traghettare il paese verso il voto in autunno, poiché quello in estate sarebbe troppo rischioso. Al contempo Salvini ammonisce Di Maio: «Riapre? Non siamo al mercato!». 

Dal canto suo, il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli continua a lavorare nell’ufficio messogli a disposizione presso Palazzo Montecitorio, rimanendo tuttavia in attesa degli sviluppi sull’ipotesi di un governo politico. Così mentre qualcuno parla di “fiducia tecnica” al governo Cottarelli (che al momento conta solo 8 voti in Senato), Di Maio riporta in auge l’ipotesi di Conte premier. In effetti le voci che davano come possibile un’astensione dei partiti di maggioranza sul voto di fiducia al governo Cottarelli si stanno affievolendo: Salvini si dice indisponibile a far partire un governo diverso da quello chiesto dal popolo e che in caso di governo politico non accetterà restrizioni imposte sulla squadra dei ministri. Dello stesso avviso i 5s che fanno sapere di aver deciso per la contrarietà alla fiducia. Su questa linea anche Meloni che in conferenza stampa commenta «non hanno neanche i ministri».

Dopo il caos esploso ieri per le dichiarazioni del commissario europeo Oettinger, le istituzioni comunitarie hanno riposto questa mattina in varie dichiarazioni grande fiducia nella presidenza della Repubblica e nell’Italia, mettendo al riparo gli elettori da indebiti insulti. Complice anche una pacificazione dei toni del dibattito, lo spread ripiega e inizia a scendere, toccando in queste ore quota 245 punti base. Anche Piazza Affari sembra in uscita dalla tempesta, ritornando ad attestarsi su valori positivi.

L’intero Paese attende dunque l’epilogo della crisi di governo più lunga della storia repubblicana. C’è tempo fino a stasera, poi la decisione finale. Ciò che sembra inevitabile, tuttavia, è un voto già entro la fine dell’anno. Sempre che non si pervenga a una duratura soluzione di tipo politico che, come nel caso della scorsa legislatura, porti fino a compimento della stessa.