Arriva finalmente a una svolta finale l’iter che ha visto impegnato il nostro paese dalle elezioni del 4 marzo ad oggi nella creazione di un nuovo governo. Le trattative intercorse fra la Lega e il Movimento 5 stelle hanno infine rintracciato una convergenza sul nome di Giuseppe Conte, professore di diritto provato e avvocato civilista, già designato da Luigi Di Maio come possibile ministro per la Pubblica amministrazione in un esecutivo da quest’ultimo guidato. Il capo politico del M5s e il segretario federale della Lega si erano recati con i rispettivi capigruppo dal presidente della Repubblica nella giornata di lunedì. Già in serata avevano fatto entrambi sapere di aver indicato al capo dello Stato la persona di Conte per la presidenza del Consiglio. Sergio Mattarella ha dunque deciso di temporeggiare, consultando le più alte cariche dello Stato: il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il presidente del Senato, Roberto Fico

Nella giornata di ieri il Quirinale ha quindi sciolto le riserve e ha convocato il prof. Giuseppe Conte al Colle per ricevere l’incarico. L’incontro fra l’avvocato e il capo dello Stato, iniziato con qualche minuto di anticipo alle 17:27, si è protratto per quasi due ore. Alle 19:19 è infine uscito fuori dalla porta più osservata d’Italia, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, che ha dato l’annuncio ufficiale riguardo il conferimento da parte di Sergio Mattarella a Giuseppe Conte dell’incarico per formare il nuovo governo, incarico che il professore avrebbe accettato con riserva. Alle 19:30 è apparso davanti ai giornalisti della sala stampa del Quirinale il nuovo presidente del Consiglio incaricato che ha deciso di rilasciare una breve dichiarazione. Fin da subito ha chiarito che se l’incarico dovesse avere esito positivo, sarà lui stesso a presentare alle camere «un programma basato sulle intese intercorse tra le forze politiche di maggioranza». Dicendosi conscio del periodo difficile che stiamo attraversando, Conte ha voluto innanzitutto rassicurare la scena internazionale, confermando la collocazione sovranazionale dell’Italia specie all’interno della Ue e sottolineando l’impegno nelle trattative fondamentali sulla strada dell’integrazione europea: bilancio europeo, riforma del diritto d’asilo, completamento dell’unione bancaria.

Il presidente del Consiglio incaricato ha quindi ricordato il «contratto di governo», cui ha promesso di adempiere nel rispetto «delle prerogative che la costituzione attribuisce al presidente del Consiglio dei ministri e nel rispetto delle altre previsioni e regole costituzionali». Secondo Conte infatti «il contratto su cui si fonda questa esperienza di governo rappresenta in pieno le aspettative di cambiamento dei cittadini italiani». Il primo discorso da presidente del Consiglio incaricato si è quindi concluso con una metafora ampiamente evocativa: Conte, avvocato che ha patrocinato molte cause nella sua missione, si propone adesso di essere l’avvocato difensore del popolo italiano, disponibile a «difendere gli interessi di tutti gli italiani, in tutte le sedi, europee e internazionali, dialogando con le istituzioni europee e con i rappresentanti di altri paesi».

A conclusione dell’intervento davanti ai giornalisti, Conte ha lasciato il Quirinale in taxi e, scortato dagli agenti di polizia, ha raggiunto la Camera dei Deputati dove si è intrattenuto in un lungo colloquio con il presidente Fico. Dopo le 21 poi il presidente del Consiglio incaricato ha raggiunto Palazzo Madama, dove ha incontrato il presidente Casellati. È atteso per le 12:00 di oggi l’avvio delle cosiddette piccole consultazioni, che vedranno impegnato il prof. Conte nei colloqui con tutte le forze politiche presenti in parlamento. Nei prossimi giorni infine Conte si recherà nuovamente al Colle per sciogliere la riserva e determinare la squadra di ministri e sottosegretari. Per questi ultimi le trattative, infatti, non si sono ancora concluse. Nello scacchiere dei dicasteri vi è qualche scontro fra le due compagini, specialmente sul nome di Paolo Savona, proposto dalla Lega per il ministero dell’Economia.