Sembra essere sempre più vicino l’accordo sul nome del futuro Presidente del Consiglio. Dai leader dei due partiti che si apprestano a formare la compagine governativa, Movimento Cinque Stelle e Lega, è giunta infatti ieri la notizia che il «contratto», il programma che definirà gli impegni e le strategie del governo, è ormai pronto. Non resta che decidere i nomi, adesso, mentre si fa sempre più reale la possibilità che a Palazzo Chigi vada un politico membro del M5s: il capo politico, Luigi Di Maio, o il Guardasigilli in pectore Alfonso Bonafede. Qualcuno rilancia il nome di Riccardo Fraccaro, attualmente questore presso la Camera dei Deputati, o di Vito Crimi, che conoscemmo nel 2013 quando fu il primo capogruppo del M5s al Senato. 

Mentre cresce l’attesa per i nomi, dunque, si diradano le ombre sul «contratto di governo» che le commissioni tecniche hanno elaborato in questi giorni. Proprio in queste ore infatti Luigi Di Maio ha annunciato che i lavori saranno formalmente chiusi stasera e che quindi potranno essere avviate le trattative sui nomi. Il presidente del Consiglio potrebbe essere svelato nei prossimi giorni, mentre già domani gli iscritti alla piattaforma Rousseau potranno esprimere la loro preferenza sull’accordo di governo. Gli elettori della Lega lo faranno invece nelle piazze durante il weekend. 

Secondo fonti vicine al partito di Via Bellerio, per quanto riguarda la presidenza del consiglio sono stati fatti dei passi avanti ma non si è ancora raggiunto un accordo. È previsto per domani un probabile incontro Salvini-Di Maio per sciogliere quello che ormai sembra essere l’ultimo nodo nella strada verso il governo.

Dalle bozze di contratto che girano sui media in questi giorni e dalle dichiarazioni degli esponenti delle due forze politiche, possiamo intuire quali saranno le linee direttrici del futuro governo. Non ci sarà la tanto temuta uscita dalla Ue, ma nei confronti della politica monetaria verranno espressi diversi dubbi e mosse molte critiche. Nello specifico, i titoli acquistati dalla Bce con il quantitative easing andrebbero esclusi dal rapporto debito/pil. Nel campo del fisco arriverà la flat tax, ma ancora in maniera attenuata: l’aliquota avrà due scaglioni, 15 e 20%, mentre la flat tax sarà piena per le società al 15%. Nel piano del governo sarà inserito anche il massimo sforzo per evitare lo scatto automatico dell’Iva.

Appianati anche gli scontri sul tema delle infrastrutture, che negli scorsi giorni aveva animato il dibattito. Probabilmente sarà dato lo stop ai lavori per la Tav Torino-Lione. Sul nodo Alitalia, il governo gialloverde proverà a rilanciare la compagnia di bandiera in ambito statale, vista la necessità di un vettore nazionale aereo. Sulla tanto chiacchierata legge Fornero i partiti non hanno dubbi: verrà eliminata. La pensione minima verrà portata a 780 euro mensili e le pensioni d’oro tagliate se ammontano a più di cinquemila euro mensili non in ragione dei contributi versati. 

Per quanto riguarda la politica estera, Di Maio perseguirà i nuovi rapporti atlantici creati con i paesi Ue e Nato, ma l’alleanza con la Lega non dimenticherà la Russia: l’opinione del Paese sarà contraria alle sanzioni alla nazione di Putin. Sarà ridiscussa la presenza dei contingenti italiani nelle missioni internazionali e probabilmente verrà proposta anche una revisione dei trattati Ue

Per i migranti verranno istituiti centri di permanenza temporanea in ogni regione, seguirà il rimpatrio. Le moschee irregolari verranno chiuse e gli imam dovranno parlare italiano. In tema lavoro verrà introdotto il salario minimo orario e il reddito di cittadinanza pari a 780 euro mensili. 

La politica sui vaccini di M5s e Lega è molto simile e infatti quella comune punterà a tutelare i bambini a rischio di esclusione sociale per via dei decreti del precedente governo. Mentre in una precedente bozza veniva proposta la chiusura dei campi nomadi irregolari, oggi la Lega precisa che la prospettiva è quella di chiudere tutti i campi rom. 

Alla Rai verrà chiesta più trasparenza e all’interno del contratto si trova anche un codice etico che impone agli appartenenti alla massoneria di non avere alcun ruolo pubblico. È prevista anche l’istituzione di un Comitato di Conciliazione in caso di divergenze in seno al Consiglio dei Ministri. Il Comitato sarà composto dal premier, Di Maio, Salvini, i capigruppo dei rispettivi partiti e il ministro competente per materia.