Continua a colpi di dirette Facebook la trattativa per formare un nuovo governo partecipato da M5s e Lega. I due leader infatti nelle ultime ore si sono rivolti al celebre social network per parlare con i loro elettori e per rispondere alle sempre più crescenti pressioni che derivano da Unione Europea, opposizione, centrodestra e stampa italiana ed estera

Dalla sua pagina social il segretario della Lega Matteo Salvini ha annunciato che è stato raggiunto l’accordo «per smontare la legge Fornero». Confermata la disponibilità a non far parte personalmente dell’esecutivo, fa chiaramente intendere invece di desiderare che vada un leghista al ministero dell’Interno. Il Viminale è infatti strategico per perorare cause molto care alla Lega come la sicurezza e l’immigrazione. Il capitano leghista aggiunge poi che è una bella giornata perché «porto la Lega al governo soltanto se c’è un programma nero su bianco con tempi, costi e modi, pezzo per pezzo». «Entro oggi – spiega Salvini – dovremmo chiudere il programma». 

Proprio sul programma in queste ore si stanno scatenando media e social. Nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, la redazione dell’Huffington Post ha rilasciato la copia di una presunta bozza del «contratto di governo», consegnata ai giornalisti da una fonte segreta. I due partiti hanno subito smentito quella che si sarebbe rivelata una strategia di governo assai azzardata. Secondo questo testo, infatti, il governo gialloverde avrebbe perseguito una politica molto ostile all’Unione Europea, chiedendo addirittura alla Banca Centrale Europea di estinguere il debito dell’Italia. La notizia è stata riportata stamattina dai principali quotidiani, che rilanciano l’ipotesi secondo la quale ci sarebbe il rifiuto di Mattarella al piano abbozzato alla base della fumata nera di lunedì.

Salvini prosegue la diretta su Facebook confermando la volontà di porre subito rimedio all’ondata di sbarchi estivi. Il segretario della Lega vorrebbe inoltre ridurre le accise sulla benzina e far «pagare meno per pagare tutti». Dura la risposta alla stampa estera che annunciava «l’arrivo dei barbari a Roma»: «Meglio barbari che servi!» ha replicato Matteo Salvini. Il leader del partito di via Bellerio giura di amare le sfide e si dice pronto a partire, disponibile anche ad abbandonare ogni pretesa sulle poltrone pur di cambiare questo paese. E più tardi, ai giornalisti che gli chiedevano se tornerà al Colle lunedì, Salvini ha risposto «Anche prima». 

Il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, si era invece rivolto ai suoi elettori ieri sera, con una diretta dal suo profilo Facebook. Anche lui come Salvini ha duramente deprecato le pressioni internazionali, dicendosi pronto alla sfida per portare avanti le istanze dei cittadini. Del contratto Di Maio parla oggi anche con i giornalisti, dicendo che contiene «tutti i nostri valori fondanti e le nostre battaglie storiche». E sullo stato di avanzamento dei lavori, il deputato di Acerra riferisce che «al tavolo del contratto sono quasi arrivati alla fine, ovviamente dobbiamo sistemare le questioni dirimenti». Di Maio spiega poi che con l’Unione Europea ci sarà massimo dialogo, «ma non saremo subalterni». Per i ministeri, chiarisce il deputato pentastellato, non si accetteranno tecnici calati dall’alto e si preferiranno soluzioni politiche

Chiuso il dibattito sui temi, si passerà su quello dei nomi. Torna in auge l’ipotesi della staffetta, ma non fra i due leader. Si profila intanto una situazione più chiara per quanto riguarda i ministeri: come confermato da Salvini la Lega chiederà il Viminale, e probabilmente anche Sviluppo Economico e Agricoltura. Ai 5s potrebbero andare altri dicasteri chiave come quello del Lavoro, oltre al Turismo e al nuovo ministero per le Politiche dei Disabili. L’ultimo ostacolo da sormontare sembra essere quello delle infrastrutture. Mentre i 5s, fedeli alla loro politica, tenderebbero a evitarle, la Lega sarebbe invece pronta a investire nei grandi lavori pubblici. Per il movimento di Grillo, infatti, autorizzare a cuor leggero grandi opere come la Tav significherebbe smentire gran parte delle battaglie condotte finora. Altro nodo nel campo della giustizia, sulla visione di processi brevi, prescrizione e conflitto d'interessi. Alcuni cavalli di battaglia del Movimento 5 stelle, infatti, potrebbero non incontrare i favori della Lega e dunque venire smorzati.