Nella giornata in cui l’appuntamento più atteso era quello della Direzione Pd (in programma per le 15) che avrebbe dovuto decidere sull’accordo con i 5s, arriva la mossa di Mattarella per pressare i partiti e portare il Paese verso un governo plenipotenziario. Il Quirinale infatti annuncia un nuovo giro di consultazioni, stavolta tutto in unica soluzione: lunedì prossimo, infatti, 7 maggio, il Capo dello Stato incontrerà tutte le delegazioni istituzionali e politiche. 

 «A distanza di due mesi le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste invariate. – commentano dal Colle - Non è emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo». Lo scopo dei nuovi colloqui di lunedì prossimo sarà dunque «verificare se i partiti abbiano altre prospettive di maggioranza», fanno sapere dalla Presidenza della Repubblica. Parole che sono a un tempo un rimprovero ai partiti, rei di non essere ancora riusciti a mettere da parte le divergenze per il bene del Paese, e un appello agli stessi di trovare una soluzione al rebus governo. 

Se consideriamo anche le consultazioni delegate da Mattarella alle figure istituzionali (Casellati prima, Fico poi), quello di lunedì sarà il quinto giro di consultazioni. La Direzione del Pd, dunque, rivelatasi già inefficace dopo le dichiarazioni di chiusura venute da Matteo Renzi e Luigi Di Maio, potrebbe di fatto volgersi già ai futuri colloqui con Mattarella. Quest’ultimo vorrebbe evitare a tutti i costi di tornare alle urne entro quest’anno, né a giugno, cosa tra l’altro impossibile a causa dei tempi tecnici, né a ottobre, da scongiurare perché l’assenza di governo potrebbe provocare, tra le altre cose, lo scatto automatico dell’Iva

L’ipotesi dunque più probabile per il Capo dello Stato è quella di un esecutivo di transizione che possa occuparsi di varare la legge di stabilità, rispondere agli appuntamenti internazionali ed evitare il rischio dell’esercizio provvisorio. Tuttavia questa visione non è condivisa da chi detiene le maggioranze parlamentari, ovvero Lega e M5s. Di conseguenza l’ultima spiaggia potrebbe essere quella del voto in autunno, evitando la minaccia del mancato varo della legge finanziaria mantenendo ancora il governo Gentiloni o facendo partire un nuovo esecutivo, anche se sarà sfiduciato dalle camere